Coronavirus: 270 app al vaglio del governo: tracciando gli spostamenti si potrebbe fermare il virus

In Italia c’è voglia di normalità. Un obiettivo che potrebbe essere lontano. Molti virologi ritengono che serviranno settimane, forse mesi per ritrovarla. Ci sono, però, strumenti che potrebbero aiutare a stringere i tempi.

Nell’edizione del 25 marzo ne parla Repubblica che racconta come siano al vaglio del Ministero dell’Innovazione 270 app che consentirebbero di adottare il Modello Corea. Si tratta di un sistema che, attraverso un dispositivo elettronico dotato di gps e connesso alla rete come lo smartphone, sarà in grado di monitorare i contagiati e individuare la loro area di prossimità.

A ciò dovrebbe aggiungersi naturalmente un incremento dei tamponi. La scommessa sarà arrivare a farlo senza violare privacy e libertà.

Anche Modello Usa

Ma ci sono anche altre strade: a Boston i positivi stanno lasciando ai sanitari i dispositivi di tutti i loro spostamenti registrati dal proprio smartphone. Questo permette di valutare quali persone sono state incrociate e a loro si chiede di fare il test.

Problema privacy

Proprio a Repubblica ha parlato il Ministro del’Innovazione Paola Pisano. “Abbiamo – ha detto – chiesto al settore digitale idee e progetti . E stiamo parlando con aziende di telecomunicazione. Non si tratta solo di app, ma anche di strumenti di analisi dei dati e di telemedicina”.

E sull’eventuale obbligatorietà “Non dipende solo da me, però non lo stiamo pensando. Ci vorrà il meno possibile. Bisogna avere lungimiranze: i dati devono essere analizzati dal governo, bisgona garantire la privacy”.