Coronavirus, al via i test sierologici. Ranieri Guerra (Oms): “Il test dovrà garantire standard minimi”

Parte la procedura per i test sierologici che dovrebbero consentire di individuare i potenziali ‘immunizzati’ dal coronavirus. Il commissario Domenico Arcuri, secondo quanto apprende l’ANSA, ha avuto dal governo l’incarico di avviare la procedura pubblica per la ricerca e l’acquisto dei test, che dovranno rispondere ad una serie di caratteristiche individuate dal ministero della Salute.

Il test, a quanto risulta, sarà somministrato ad un campione di 150mila persone individuate su scala nazionale e suddivise per profilo lavorativo, genere e 6 fasce di età.

L’obiettivo “è avere un unico test nazionale”, ha spiegato il vicedirettore dell’Oms e membro del Comitato tecnico scientifico Ranieri Guerra sottolineando che “se andiamo ad usare diversi test con diverse performance rischiamo di avere una difficile comparazione”. Guerra ha poi spiegato che il test che verrà selezionato dovrà garantire “standard minimi di qualità” – tra cui avere un’attendibilità superiore al 95% – e sarà tra quelli che prevedono un prelievo da “sangue venoso” perché “quelli da sangue periferico non sono accettabili”.