Il filosofo Paolo Becchi esagera: “Il virus è vita, ha diritto di vivere”

In un momento in cui in Italia si contano 13.155 deceduti, il filosofo Paolo Becchi non perde occasione per stare in silenzio. Con ettera aperta scritta dallo stesso filosofo e pubblicata su Libero Quotidiano, Becchi difende il diritto alla vita del Coronavirus che ha la stessa facoltà di esistere su questa terra – secondo lui – che ha l’essere umano.

PASSAGGIO CRUCIALE

“Dovremmo chiederci: perché proprio noi dovremmo ‘vivere’? Perché noi, e non invece il virus, che vogliamo che muoia al più presto possibile? Mi spiego: se è la tutela della vita biologicamente intesa, della vita del vivente, il bene ‘primario’ che va difeso e tutelato in modo assoluto, allora non andrebbe tutelata anche la vita del virus? Non è il virus un vivente, esattamente come lo siamo noi?”

CONCLUSIONE LETTERA

“Siamo disposti a rinunciare, come abbiamo fatto, ad ogni nostro diritto, ad ogni nostra libertà, alla nostra stessa dignità pur di vivere, pur di sopravvivere, di rimanere in vita, vincendo la nostra battaglia contro il virus; ma, se è solo il fatto di vivere che conta, se è solo questo, allora stiamo, al contempo,dicendo che non c’è nessuna ragione per cui siamo noi a ‘meritare’ di vivere, di rimanere in vita, contro la vita del virus.Perché anche il virus è vita che come noi vuole semplicemente continuare a vivere”.