Coronavirus, Borrelli: “Picco raggiunto, non abbassiamo la guardia”

Con più di 105mila contagiati, oltre 77mila italiani tuttora positivi e quasi 12mila e 500 morti, l’Italia raggiunge il picco del contagio per il coronavirus. La situazione nei territori del nord resta la più drammatica, ma il sud è ancora a rischio, e nessuno può e deve pensare di poter abbassare la guardia. Lo sottolinea, intervistato dal Corriere della Sera, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il quale osserva che non si sa quando si uscirà dall’emergenza coronavirus, ma è certo che senza le misure messe in campo, ora si conterebbero molti più morti. “Dovremo essere abili a riavvicinarci all’altro gradualmente, senza perderne la fiducia”.

SILVIO BRUSAFERRO

Il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa all’Istituto ha fatto il punto epidemiologico: “Servono test più rapidi per la ricerca degli anticorpi, stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare. Stiamo cioè lavorando per poter fare a stretto giro un’indagine di prevalenza sierologica”. Infatti, “avere una stima in tempi rapidi su un campione significativo della popolazione è molto importante per avere una stima reale dei casi, mentre ad oggi dobbiamo accontentarci di modelli”.

DOMENICO ARCURI

L’Italia ha acquistato 300 milioni di mascherine e i dispositivi “arriveranno progressivamente nei magazzini della protezione civile e verranno distribuiti con il criterio che abbiamo concordato con la totalità delle regioni, anche per garantirci assoluta trasparenza ed evitare asimmetrie. E’ stata consegnata una quantità sufficiente di mascherine all’ordine dei medici. Pensiamo – ha concluso – che anche loro devono essere dotati di una sorta di ‘magazzino di scorta’, in modo da poter sopperire o aggiungere dotazioni che vanno direttamente a loro”.