Coronavirus, Cacciari pensa già al dopo Conte: ‘Finita epidemia, Mario Draghi è l’uomo giusto, ma non accadrà’ e parla di patrimoniali

Massimo Cacciari, ex Sindaco di Venezia e filosofo considerato vicino ad idee di sinistra, è stato ospite della trasmissione di Radio Capital Circo Massimo.

Il suo è stato un tentativo di delineare cosa potrebbe accadere una volta che l’epidemia da coronavirus sarà superata. Ci si augura il più presto possibile, ma quello sarà anche il momento in cui l’Italia dovrà rimettere insieme i cocci di un vaso rotto da settimane e mesi in cui l’economia, giustamente, è stata subordinata alla salute.

Sarebbe Mario Draghi, secondo Cacciari, l’uomo giusto per guidare il Paese in un periodo di transizione particolarmente difficile e in cui ogni manovra dovrebbe godere di larghe intese e dell’appoggio europeo.

Cacciari anche di possibile patrimoniale

“Di fronte – ha detto  – ad uno scenario catastrofico che si aprirà finita l’epidemia, si tratterà di dover trovare i soldi per evitare manovre traumatiche come una forte patrimoniale che è nell’ordine delle cose”.

“Quando arriveremo – ha detto – a 2500-2600 miliardi di debito , per quanto tutta Europa si sia messa male, dobbiamo sfangarcelo noi”.

“Sarebbe logico – ha proseguito Cacciari – una grande coalizione, come in altri paesi avvenuto quando si sono trovati in condizioni analoghe. Si può realizzare soltanto se cambiano equilibri ed il primo ministro. L’uomo più adatto sarebbe Mario Draghi per condurre una manovra di questa portata con il massimo appoggio possibile di tutti i paesi europei. Non avverrà, anche se gli appelli di Mattarella  vanno in quella direzione”.