Mutui, come chiederne la sospensione

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Varato lunedì 16 marzo 2020 il tanto atteso decreto Cura Italia volto a contenente le misure per il sostegno economico del Paese afflitto dalla pandemia da Coronavirus.
Il decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo è subito operativo.
Lavoratori dipendenti, autonomi e collaboratori, afflitti dalla situazione di crisi in cui sta versando l’Italia, potranno richiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa fino a 18 mesi. Sono due le novità da evidenziare: estensione del Fondo Gasperrini anche ai lavoratori autonomi e eliminazione del requisito reddito Isee per poterne beneficiare.
Viene dunque eliminato il tetto di 30.000 euro finora requisito necessario per accedere alla misura.

CHI PUO’ SOSPENDERE I MUTUI PER LA PRIMA CASA

Le categorie coinvolte dalla misura, che prevede la sospensione delle rate del mutuo prima casa, sono:

  • i lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato o determinato, licenziati o in cassa integrazione;
  • i collaboratori parasubordinati, rappresentanti commerciali o di agenzia, che dimostrino la sospensione dall’attività lavorativa;
  • i lavoratori autonomi e liberi professionisti.
  • L’accesso al Fondo, per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del Decreto Cura Italia può essere richiesto in presenza dei seguenti requisiti:
  • sospensione dell’attività lavorativa o in alternativa la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;
  • stipula del mutuo per l’acquisto di un immobile adibito ad abitazione principale;
  • erogazione del mutuo da almeno 1 anno al momento della presentazione della domanda;
  • capitale residuo da corrispondere alla banca non può superare i 250.000 euro;
  • in caso di ritardo nel pagamento delle rate, il periodo di mora non deve superare i 90 giorni consecutivi

QUALI DOCUMENTI SERVONO

Per poter fare richiesta di sospensione delle rate del mutuo prima casa è necessario recarsi presso la propria banca e consegnare la documentazione necessaria.

In assenza di decreti attuativi da parte del ministero, ad oggi si dovranno portare i seguenti documenti:

  • dichiarazione dell’azienda, a favore dei lavoratori dipendenti, contenente un’attestazione in merito alla cessazione dell’attività lavorativa o alla riduzione della retribuzione dovuta alla nuova condizione connessa all’emergenza coronavirus;
  • attestazione in merito alla nuova condizione in cui versano i lavoratori con rapporto di collaborazione;
  • per quanto concerne i lavoratori autonomi e liberi professionisti, occorre che essi provino di aver subito una riduzione degli introiti pari ad almeno il 33%, a partire dal 21/02/2020 e fino alla data di presentazione della domanda. Il calo del fatturato registrato deve essere una conseguenza della chiusura dell’attività o della riduzione della stessa dovuta alle misure restrittive imposte dal governo per contenere il contagio. A tal fine risulta necessaria un’autocertificazione comprovante la situazione economica con responsabilità penali in caso di dichiarazione del falso.

La grossa novità introdotta con il Decreto Cura Italia è il fatto che nessun limite di reddito da comprovare con modello Isee è previsto per i numerosi contribuenti che si trovano in difficoltà nel sostenere il pagamento delle rate del mutuo. Saranno in molti dunque a poter accedere al fondo di solidarietà e a beneficiare della sospensione.