Coronavirus, accordo Governo-Abi: le banche anticiperanno la Cassa integrazione

I lavoratori sospesi a causa dell’emergenza coronavirus potranno avere in anticipo la cassa integrazione. Come riporta Sky Tg24, è stata sottoscritta infatti da parti sociali (sindacati e imprese), Abi (Associazione bancaria italiana) e dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, la convenzione grazie alla quale le banche erogheranno le somme degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia. Gli istituti di credito erogheranno fino a 1.400 euro per la Cig a zero ore di 9 settimane. Le misure sono reiterabili in caso di proroga degli articoli 19 e 22 del decreto Cura Italia. Grazie all’intesa, inoltre, il lavoratore sarà esentato dal pagamento alle banche di oneri e interessi. La conferma arriva dall’Abi che invita le banche associate, “nell’applicare la convenzione, ad evitare costi per i lavoratori che beneficeranno dell’anticipazione in coerenza con le finalità e la valenza sociale dell’iniziativa”.

Catalfo: “Anticipo della Cig importante per milioni di lavoratori”

“Un risultato molto importante”, ha commentato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, “grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta. Tra i punti principali, la convenzione prevede che le banche aderenti adotteranno condizioni di massimo favore per evitare costi a carico dei lavoratori”.

Furlan (Cisl): “Nessun costo per i lavoratori”

“Abbiamo ottenuto l’inserimento nel testo del protocollo dell’esclusione di costi a carico dei lavoratori per l’ottenimento delle anticipazioni”, spiega la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo esentando il lavoratore dal pagamento di oneri e interessi”, sottolinea Furlan. “L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata” agli istituti di credito “con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’Inps, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi”.