Coronavirus, Conte: ‘Chiudere tutto? Non facciamoci prendere dall’emotività, domani potremmo accorgerci che altro non resta in piedi’

L’Italia osserva con il fiato sospeso l’evoluzione dell’emergenza coronavirus. Attorno alla vicenda, però, si annidano opinioni diverse rispetto alla strategia da mettere in atto.

C’è chi, ad esempio, chiede che da subito si attuino misure più stringenti.

Il riferimento va a bloccare tutto per un periodo limitato, con l’eccezione di farmacie e alimentari.
Una scelta che limiterebbe ulteriormente i contatti tra le persone, ma che, seppur per soli quindici giorni, paralizzerebbe in maniera definitiva l’economia.

Su questo punto è stato chiaro il premier Conte: “L’atteggiamento del governo è di nessuna chiusura verso eventuali misure più restrittive. Siamo disponibili a seguire l’evoluzione del contagio, la curva epidemiologica e a valutare richieste se ci dovessero venire dalla Lombardia o da altre regioni”.

Conte ha sottolineato che bisogna tenere conto della salute, ma anche delle libertà civili e d’impresa. La necessità, secondo il premier, è quella di procedere con attenzione. Il presidente del Consiglio si è espresso anche sul fatto che i cittadini sembrerebbero favorevoli ad una chiusura totale secondo i sondaggi. “Stiamo attenti, non affidiamoci a istanze emotive. . Vedo sondaggi che dicono che la maggioranza degli italiani è favorevole a misure più restrittive. Stiamo attenti: non affidiamoci a istanze emotive. Non vorrei che si levasse un dibattito pubblico che chiede in modo parossistico misure sempre più restrittive e domani accorgerci che gli altri interessi in gioco non rimarrebbero più in piedi, che sarebbero stati completamente conculcati”.

La Lombardia,intanto, preme per averle le misure più restrittive. Conte ha invitato il governatore Fontana a formalizzare le richieste, motivandole.