Coronavirus, l’annuncio dall’Olanda: “Individuato anticorpo che può neutralizzarlo”

Da una parte medici e sanitari italiani che combattano, come gladiatori, per fronteggiare l’emergenza coronavirus negli ospedali del Paese, dall’altra la ricerca che prosegue a ritmi ancor più accelerati per trovare nuove cure al Covid-19.

Coronavirus, in Olanda trovato primo anticorpo monoclonale

Su questo fronte l’edizione odierna del Fatto Quotidiano riporta una notizia importante e certamente positiva: l’Università di Utrecht assieme all’Erasmus Mc di Rotterdam ha individuato il primo anticorpo monoclonale al mondo (l’anticorpo 47D11) in grado di sconfiggere la malattia Covid-19. E’ un anticorpo “neutralizzante”, ovvero con una già accertata capacità di poter aggredire il virus, dovrebbe essere disponibile entro un mese per la sperimentazione sui pazienti. Questo perché è già stato individuato come anticorpo.

Dunque un’arma terapeutica, la prima specifica, contro il coronavirus in attesa di mettere a sistema i vaccini già in fase di lavorazione ma per i quali serve necessariamente maggiore tempo per la sperimentazione e la successiva attuazione sui pazienti colpiti. Gli studi sono ancora in corso e l’anticorpo deve essere sottoposto a test molto rigorosi, ma i ricercatori sperano di convincere una compagnia farmaceutica a produrlo. Tutto questo, secondo gli scienziati di Utrecht, richiederebbe molto meno tempo che sviluppare un vaccino per il nuovo coronavirus.

Coronavirus, Gismondo spiega “l’anticorpo individuato”

“Il metodo usato» – ha spiegato Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano dell’Ospedale Sacco, – non è in realtà nuovo. Già nel 2003, all’epoca della Sars, Nature pubblicò un mio studio che andava in questa direzione. In Cina oggi diversi malati sono stati trattati con il siero di pazienti guariti. L’anticorpo blocca una importante parte patogena del virus, si tratta di una particella che si trova sugli spikes che a loro volta hanno recettori che si agganciano alle mucose dei polmoni, bloccarli significa fermare l’infezione” ha aggiunto Gismondo.

A fare la scoperta è stato un team di ricercatori guidato da professore di biologia cellulare Frank Grosveld, che ha spiegato: “Si tratta di un anticorpo che avevamo già isolato per l’attuale pandemia. L’anticorpo impedisce a SarsCov2 di infettare e può anche aiutare a rilevare il virus”, in alternativa al vaccino “questo anticorpo” potrà essere una buona terapia.

Secondo alcuni esperti, in virtù dello stato di avanzamento della ricerca olandese e accelerando le procedure vista l’emergenza, l’utilizzo dell’anticorpo potrebbe già essere pronto tra un mese per alcuni pazienti.