Coronavirus, da Iss via libera al farmaco sperimentale in Italia

Da una parte l’infaticabile opera per salvare le vite umane, dall’altra la ricerca e la sperimentazione di nuovi farmaci per migliorare e velocizzare la cure contro il Covid-19.

Coronavirus, il farmaco in fase sperimentale

Silvio Brusaferro, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha parlato dell’impiego del farmaco Tocilizumab nel trattamento dei pazienti con coronavirus.

Il farmaco comunemente utilizzato per combattere le infezioni dovute all’artrite reumatoide e a terapie immunologiche nella cura dei tumori si è dimostrato efficace per il trattamento delle polmoniti severe causate da Covid-19, è attivo contro il recettore dell’interleuchina 6, una sostanza che viene prodotta dall’organismo nel corso delle infiammazioni.

“Questo farmaco oggi è registrato per un’indicazione specifica che è un’altra patologia, tuttavia il suo meccanismo d’azione potrebbe risultare efficace nel trattamento della manifestazioni cliniche del coronavirus”, ha detto Brusaferro. “L’averlo sperimentato su alcuni soggetti è un primo dato, una prima indicazione. Dal punto di vista scientifico, però, occorre avere delle sperimentazioni definite con una valutazione di parametri su un campione di soggetti significativo”, ha aggiunto il presidente dell’Iss. “Nelle ultime ore, Aifa ha riunito il suo comitato tecnico scientifico, ha analizzato le evidenze disponibili rispetto ai principi attivi che sono stati proposti e credo stia deliberando la possibilità di avviare delle sperimentazioni per comprendere meglio la situazione”, ha concluso Brusaferro.

Coronavirus, il farmaco sperimentale a cosa serve

“Tocilizumab colpisce l’infiammazione e non il virus”, precisa Paolo Ascierto, oncologo dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli. L’esperto spiega che l’uso del farmaco è importante perché permette ai pazienti con Covid-19 di recuperare la funzione respiratoria. “Al momento questo trattamento è in corso anche in altre terapie intensive, a Bergamo, a Milano, presso l’Ospedale Luigi Sacco, e allo Spallanzani di Roma. Sarebbe importante mettere insieme tutti i dati ottenuti per avere il polso della situazione”, prosegue Ascierto. L’Istituto Tumori Pascale e l’azienda ospedaliera Dei Colli, primi in Italia, hanno iniziato a trattare due pazienti sabato, ottenendo dei risultati talmente incoraggianti da spingere i medici a somministrare il farmaco ad altre due persone con coronavirus e a valutare la possibilità di una sperimentazione su larga scala.