Decreto “Cura Italia”, bonus per gli autonomi: le categorie escluse

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Cassa integrazione universale, ammortizzatori per le partite Iva, congedi e bonus per i genitori lavoratori. «Nessuno deve sentirsi abbandonato», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo l’approvazione del “decreto cura Italia”. Dei 25 miliardi di risorse stanziate, 10 miliardi sono destinati al sostegno delle buste paga dei 5 milioni di lavoratori costretti al fermo forzato o a una riduzione dei carichi di lavoro, ma anche a mamme e papà con figli a casa dopo la chiusura delle scuole.

AUTONOMI

Per il sostegno agli atipici, il governo ha stanziato circa 3 miliardi di euro. Alle partite Iva e ai lavoratori cococo è riconosciuta una indennità per il mese di marzo pari a 600 euro, che non concorre alla formazione del reddito. L’indennità è erogata dall’Inps, previa domanda. Secondo le stime, la platea di potenziali beneficiari prevista è di circa 339mila soggetti, per una spesa complessiva di circa 203,4 milioni di euro. La stessa indennità verrà riconosciuta agli autonomi artigiani e commercianti iscritti alle gestioni speciali Ago: una platea di oltre 3 milioni di beneficiari, pari a una spesa di 2,1 miliardi. Usufruiranno dell’indennità anche gli oltre 170mila stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i 660mila operai agricoli a tempo determinato (con almeno 50 giorni di lavoro nel 2019) e i circa 81mila lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo.

LE CATEGORIE ESCLUSE

Diverse le categorie di lavoratori autonomi che non rientrano nel decreto “Cura Italia”: Architetti, ingegneri, giornalisti, notai, agenti e rappresentati di commercio. La tabella con l’elenco completo