Coronavirus e problema posti in ospedale, Ricciardi (Oms) avverte: ‘Altre regioni si preparino, ma non arriveremo al livello della Cina’

Il 9% delle persone va in terapia intensiva per il coronavirus. Parola di Walter Ricciardi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e consigliere del Ministro della Salute Speranza.

L’interrogativo diventa obbligatorio rispetto alla possibilità che un’eventuale massiccia diffusione virale possa rendere insufficiente la ricettività delle strutture sanitarie italiane.

Raddoppiare i posti di terapia sub-intensiva

Il virus fa forse un po’ meno paura, ma l’obbligo pubblico è quello di fare in modo che si diffonda il meno possibile, in maniera tale da rendere insufficienti quanto gli ospedali italiani possono mettere a disposizione in termini di posti adeguati al trattamento dei sintomi.    Anche perché non bisogna dimenticare che quanti hanno bisogno della terapia intensiva, pur non essendo coinvolti nel problema virale, continuano ad esserci.

A dare i numeri della situazione è stato proprio Ricciardi, ospite della trasmissione di La 7 L’aria che tira. “Noi in Italia abbiamo 5000 posti letto di terapia intensiva distribuiti uniformemente sul territorio nazionale. Dobbiamo aumentare, la condizione attuale non è sufficiente a fronteggiare questo 9%. Dobbiamo aumentare almeno del 50%, nel breve periodo possiamo arrivare al 25%. Dobbiamo raddoppiare il numero dei posti letto sub intensivi”.

Non arriveremo alla situazione della Cina

Ci si chiede, perciò, quali potrebbero essere i requisiti per identificare un posto di terapia sub-intensiva. “La persona  – spiega Walter Ricciardi – in questo caso non è intubata, ma viene aiutata a respirare attraverso dei supporti alla ventilazioni non invasivi. I colleghi rianimatori anestesisti e pneumologi ci hanno detto che già sufficiente. Dobbiamo fare uno sforzo enorme di potenziamento delle strutture in questo momento in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna”.

Gli sforzi contenitivi alle tre regioni coinvolte potrebbero non bastare per evitare la propagazione nelle altre parti del Paese. “Dobbiamo  – evidenzia Ricciardi –  aiutare le altre regioni a prepararsi. Quello che stiamo facendo è contenere il virus in queste tre, ma non possiamo sapere se arriverà in altre regioni. Il consiglio che noi daremo è quello di cominciare a prepararsi”.

Le immagini di ospedali costruiti in pochi giorni in Cina continuano a fare effetto. Ci si chiede, perciò, se il problema potrebbe raggiungere quel livello. “Non siamo nelle condizioni. Loro – rassicura Ricciardi –  hanno fatto circolare il virus per un mese indisturbato e hanno avuto decine di migliaia di casi. Non riuscivano neanche ad assistere livelli di base. Hanno fatto questo forzo enorme, non siamo in quelle condizioni e ci siamo mossi tempestivamente”.