Coronavirus, 50 milioni sganciati alla Tunisia per l’emergenza? Arriva la risposta della Farnesina

Aveva suscitato polemiche la decisione dell’Italia, in piena emergenza coronavirus, di versare 50 milioni di euro nelle casse della Banca Centrale della Tunisia. In particolare Silvia Sardone, giuslavorista e europarlamentare in forza alla Lega, ha denunciato una situazione che, a suo avviso, sarebbe di particolare gravità.

LA RISPOSTA DELLA FARNESINA

Attraverso il sito web nella sezione “esteri”, la Farnesina ha pubblicato una nota: “In merito ad alcune polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina precisa che quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, ma un credito, appunto di 50 milioni di euro, che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017, dunque ben tre anni fa. Non solo: il contratto di finanziamento è stato poi perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia,  su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale”. “Si tratta – si legge nella nota stampa – dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019 e, proprio a tal proposito, sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio”.