Coronavirus, Fontana: “C’è rallentamento ma lo dico con cautela. Appello alle forze dell’ordine: più controlli”

“Lo dico con grande cautela, ma c’è un rallentamento che avviene a circa 10-11 giorni da quel provvedimento che ha colpito di più i nostri cittadini. Si sono resi conto che non era uno scherzo”. Lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana intervenendo a Sky Tg24 e parlando dei dati sulla diffusione del coronavirus.

“Io mi faccio fermare. Se mi fermano non mi offendo e dico grazie. Alle forze dell’ordine faccio quindi un appello: facciano più controlli. Ai cittadini l’appello l’abbiamo già fatto. Finché non c’è un decreto legge vale la nostra ordinanza’ – ha continuato Fontana -. Ho parlato con il ministro Boccia e, dalle prime valutazioni emerge che là dove la nostra ordinanza è più restrittiva, vale la nostra rispetto alle misure varate dal governo. Diverso è se viene emesso un decreto legge che ha valore superiore rispetto alla nostra ordinanza’”.

Problema mascherine: nel mondo non ce ne sono più

“Quello delle mascherine è un problema sul quale va fatta chiarezza. Noi stiamo facendo il possibile per acquistarle nel mondo, ormai non ce ne sono più. Devo dire che i nostri produttori e imprenditori stanno facendo un ottimo lavoro per cercare di convertire le loro produzioni e per darci una mano’” ha aggiunto ancora il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana.

 Mascherine, per Borrelli “siamo arrivati tardi”

Sulle mascherine è intervenuto nell’intervista rilasciata questa mattina a Repubblica, il capo della protezione civile Angelo Borrelli: “Nei momenti speciali servono leggi speciali e qualsiasi dirigente non deve aver paura a mettere una firma. La Protezione civile ha bisogno di rapidità: non siamo burocrati, ma, come si diceva nel 1915, volontari del Regno che devono godere della fiducia dei governanti e della nazione. Sulle mascherine siamo arrivati tardi”.

I soldi ci sono – spiega Borrelli – ci vuole libertà d’azione. Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando. India, Russia, Romania, Turchia: hanno bloccato le esportazioni. Vogliono essere pronti per i loro picchi. Siamo intervenuti con le ambasciate, ma temo che mascherine dall’estero non ne arriveranno più. Deve partire la produzione nazionale, prima possibile. L’Italia su certi beni così importanti, ora capiamo vitali, deve cambiare traiettoria, fare scorte, reinsediare filiere sul territorio. Altri Paesi hanno mantenuto questi presidi. Il mercato corre molto più veloce di noi” ha aggiunto ancora il capo della protezione civile.