Coronavirus, Galli: ‘In Corea da subito tamponi a tappeto, noi abbiamo avuto un’altra storia’

Il professor Massimo Galli, ospite di La 7, ha avuto modo di parlare della situazione tamponi in relazione al coronavirus. Da tempo si parla di modello coreano e di tamponi a tappeto, ma il direttore e responsabile delle Malattie Infettive del Sacco di Milano ha fatto capire, che al momento, non c’è possibilità.

Galli sottolinea l’importanza del tampone

A suo avviso riconoscere in maniera incontrovertibile il virus genera due vantaggi. “Fare diagnosi d’infezione è utile in due sensi: uno per motivi di ordine clinico. Se una persona ha dei sintomi poi, la devi ricoverare in un contesto adatto”.

Andando ad analizzare la ‘breve’ storia del coronavirus, si nota come in Cina si ebbero difficoltà e si basarono su altri esami diagnostici per riconoscerei l virus.  “I cinesi, ad un certo punto, hanno  hanno  messo in un solo giorno 13.000 casi, di cui non avevano il tampone, ma avevano una diagnosi radiologica compatibile. Anche loro faticavano ad avere la risposta virologica per tutti”.

Sulla reale utilità dei tamponi ci sono state versioni discordanti, ma Galli è chiaro. “Le storie dei tamponi è un po’ come la storia delle mascherine. Allora, per un po’, si è tergiversato nell’indicare la mascherina come un presidio opportuno per chi andava in tram o metropolitana”.

Per Galli importante fare tamponi al centro e al Sud

Ci sono paesi già scottati dell’epidemie. “Il tampone – ha detto Massimo Galli  è fondamentale soprattutto nei luoghi. In Corea hanno avuto e sono stati molto ammaestrati. Nel 2015 ha un sola persona con la Mers e in un ospedale di Seul è riuscita a fare 186 casi, 33 morti e a costringere a seguire 16.000 contatti. Quando hanno avuto tanti focolai riconosciuti hanno fatto la politica del tampone a tappeto. Hanno avuto un denominatore vasto di persone con un’infezione non particolarmente grave e la conseguenza è stata l’1% di morti. Noi con un’epidemia che ha girato per settimane abbiamo avuto un’altra storia. Al centro e al Sud sarebbe è importante “.