Coronavirus, il documento del comitato tecnico-scientifico che ha frenato il Governo sulla fase 2

È stato un documento del comitato tecnico-scientifico dal contenuto sconvolgente a frenare il governo sulla riapertura del Paese dopo quasi 2 mesi di misure restrittive a causa dell’epidemia di Coronavirus.
Lo rivela Il Fatto Quotidiano, che è entrato in possesso del report stilato dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso 22 aprile. Lo studio ha proposto ben 92 scenari.
Quello più drammatico è quello sotto la lettera A che ipotizza una riapertura totale del Paese: dalle scuole agli hotel sino ai ristoranti e alle attività extralavoro.
L’ISS ipotizza che se si riaprisse quasi tutto l’indice di R con 0, che calcola la contagiosità del virus e che attualmente si trova allo 0,5 nazionale, schizzerebbe sopra il 2, tra il 2,06 e il 2,44, con le terapie intensive che collasserebbero in meno di 40 giorni.

SIMULAZIONI

Come riporta TPI, dalle varie simulazioni, dunque, nasce la convinzione che, così come si legge nel report, “lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”. Il Comitato tecnico-scientifico fa presente che anche se “R0 fosse superiore a 1, l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole”. Da qui il suggerimento di riaprire solo “edilizia, manifattura e commercio correlato alle precedenti attività” evitando “situazioni che generano forme di aggregazione” e “assumendo un’efficacia della protezione delle vie respiratorie”. Anche se, per quanto riguarda le mascherine, nel report si legge che restano “incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso delle mascherine per la popolazione generale dovuta a una limitata evidenza scientifica”.