Coronavirus, come riaprirà l’Italia? Le diverse ipotesi sul tavolo del Governo

Tutto chiuso fino a Pasqua, senza deroghe. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza durante la riunione del Comitato tecnico scientifico. In base all’andamento dei contagi da Covid-19, si valuteranno le possibili riaperture per far ripartire l’Italia.

GRADUALITA’

sulle riaperture si ragionerà «in termini di proporzionalità» è stato lo stesso premier Giuseppe Contea dirlo. La serrata delle attività produttive non può durare troppo a lungo: «È una misura durissima dal punto di vista economico. È l’ultima misura che abbiamo preso e non può prolungarsi troppo». Dunque appena i contagi caleranno, magari già dopo metà aprile, si valuterà una riaperture delle imprese. Discorso diverso invece a esempio per le scuole e le università – luoghi di eccellenza per la trasmissione e diffusione del contagio – dove la chiusura sicuramente durerà di più, anche perché – come ha spiegato lo stesso Conte – «per queste si possono introdurre modifiche affinché gli studenti non perdano l’anno o l’esame».

DISTANZIAMENTO SOCIALE

La riapertura di aziende, attività produttive, negozi, bar ristoranti e commercio in genere andrà naturalmente pianificata e non potrà avvenire da un giorno all’altro. Non si potrà cioè tornare istantaneamente alla vita normale. «Bisognerà immaginare la riapertura del Paese con gradualità, valutando le singole tipologie di attività e facendo in modo che le aziende possano organizzarsi anche da un punto di vista di precauzioni sanitarie e di procedure di distanziamento», spiega tra gli altri il virologo Fabrizio Pregliasco.

BAR E RISTORANTI

Per quanto riguarda la vita sociale in genere i tecnici stanno valutando la proroga per un tempo più lungo dei divieti di tutte quelle attività (concerti, locali pubblici, eventi) dove è impossibile evitare gli assembramenti. E comunque quando saranno ripaerti – e non sarà presto si pensa – dovranno rispettare le regole imposte nella prima fase di chiusura del mese di distanza.

ETA’

Si valuta anche la possibilità di prevedere rientri cadenzati in base all’età. È il cosiddetto modello israeliano e cioè l’addio alla quarantena per fasce di età a cominciare dai soggetti più forti, come i giovani, per poi passare a quelli più a rischio. D’accordo anche il virologo Pregliasco per il quale sarebbe importante «considerare uno scaglionamento per fasce di età con l’obiettivo di avere maggiore precauzioni per le fasce di popolazione più anziana o fragile. Queste categorie – conclude – dovrebbero essere le ultime ad abbandonare la misura del’isolamento sociale».