Coronavirus nato in un laboratorio di Wuhan, l’Usa indaga

Come riporta ansa.it, dirigenti dell’intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana stanno esaminando tra le possibilità quella che il nuovo coronavirus sia nato, più che in un mercato, in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. Lo riferisce la Cnn citando varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Ieri il Washington Post aveva riportato la notizia di due cable di diplomatici Usa a Pechino che nel 2018 ammonivano sulle carenze del laboratorio di virologia di Wuhan.

Il rapporto dei diplomatici alimentò discussioni all’interno del governo degli Stati Uniti sul fatto che uno dei laboratori di Wuhan fosse la fonte del virus. Nel gennaio 2018 rappresentanti scientifici statunitensi furono infatti inviati più volte al Wuhan Institute of Virology, che nel 2015 era diventato il primo laboratorio cinese a raggiungere il più alto livello di sicurezza internazionale nell’ambito “bioresearch”.

SICUREZZA

Ciò che i funzionari statunitensi appresero durante le loro visite li preoccupò così tanto da indurli ad avvertire Washington mediante due cavi diplomatici classificati come “sensibili” ma non classificati. I dispacci misero in guardia sui punti deboli di sicurezza e gestione all’interno del laboratorio dell’istituto e proposero maggiore attenzione e aiuto

AIUTO CINESE AGLI AMERICANI

ricercatori cinesi del Wuhan Institute of Virology stavano ricevendo assistenza dal Galveston National Laboratory della University of Texas Medical Branch e da altre organizzazioni statunitensi. Tuttavia le autorità americane ricevettero richiesta di ulteriore aiuto. Nei cavi diplomatici si legge che gli Stati Uniti avrebbero dovuto fornire ulteriore supporto al laboratorio di Wuhan, principalmente perché la sua ricerca su coronavirus e pipistrelli era “importante, ma anche pericolosa”.