Emergenza Coronavirus – Lavoro e Fisco: sei misure che proveranno a risollevare l’Italia

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Firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il decreto legge ‘Cura Italia’. Il documento, redatto in piena emergenza Coronavirus, è dunque pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è già in vigore. Diversi ed articolati gli aspetti contemplati nel provvedimento che stanzia 25 miliardi di euro da spalmare in misure per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza, nonché per il sostegno economico a famiglie, lavoratori ed imprese.

Cura Italia, Sanità

In particolare sul primo aspetto balzano all’occhio, tra l’altro, l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive; l’autorizzazione per erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle imprese produttrici di dispositivi medici e dpi; la previsione che il capo della Protezione Civile possa disporre “la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare la predetta emergenza sanitaria”;  l’arruolamento “eccezionale, a domanda, per l’anno 2020, di militari dell’Esercito italiano in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno”; misure straordinarie per la permanenza in servizio del personale sanitario; laurea magistrale in Medicina e chirurgia abilitante.

Cura Italia, Lavoro, Famiglie, Imprese

Nell’ambito del sostegno del lavoro e delle famiglie, troviamo in primis l’estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale con nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga.

Ai liberi professionisti, titolari di partita Iva, e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti allagestione separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

Per i genitori che lavorano, invece, la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo, oppure un bonus per baby-sitting nel limite di 600 euro, che arriva a 1000 per le famiglie in cui uno dei coniugi è medico, infermiere, tecnico sanitario o ricercatore o fa parte delle forze di polizia.

Inoltre, dice il decreto, “il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto”. Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo”. Il lavoro agile diventa la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa ove possibile.

Ci sarà proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola e per NASpI e DIS-COLL, nonché della validità dei documenti di riconoscimento. Misure sono state intraprese anche a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario con l’attuazione del fondo solidarietà mutui “prima casa”.

Istituito un fondo di garanzia per le Pmi (garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie) e uno per il Made in Italy.

Cura Italia, Fisco

Sul fronte fisco il d.l sospende il versamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria e di ogni altro adempimento fiscale la cui scadenza cada tra le date dell’8 marzo 2020 e del 31 maggio 2020: dovranno essere effettuati, senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 oppure tramite un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Cura Italia, Giustizia

Per quanto riguarda la giustizia vengono prorogate fino al 15 aprile le misure, già in vigore fino al 22 marzo, sui rinvii delle udienze (civili, penali, amministrative), e le relative sospensioni dei termini. Iter semplificati – fino al 30 giugno – per la detenzione domiciliare di chi deve scontare una pena (anche residua) fino a 18 mesi. Esclusi dal beneficio i reati più gravi, i maltrattamenti in famiglia e lo stalking.