Coronavirus, i dubbi del leghista Grimoldi sui viaggi di Di Maio in Cina: ‘Nessuno sapeva nulla?’

Ci sono i tanti viaggi in Cina di Luigi Di Maio nel mirino di Paolo Grimoldi della Lega. Il deputato, attraverso il suo profilo Facebook, ha manifestato perplessità rispetto al fatto che il capo politico del Movimento Cinque Stelle non fosse a conoscenza del possibile sviluppo del coronavirus.

Grimoldi ricorda viaggi di Di Maio

Il Ministro degli Esteri, prima reggente dello Sviluppo Economico e del Lavoro, si recava spesso nel paese asiatico per intensificare i rapporti con il colosso cinese e sviluppare nuovi accordi commerciali.

Grimoldi, in un certo senso, tiene a sottolineare che ci sono due possibili chiavi di lettura che sarebbero gravi per l’attuale capo della Farnesina.  Da un lato manifesta il dubbio che contasse così poco da non aver ricevuto alcun tipo di informazione dalla Cina. Dall’altro sostiene che, qualora sapesse, la sua posizione dovrebbe essere considerata ancora più grave.

Coronavirus già noto da dicembre per Grimoldi

Occorre precisare che il deputato del Carroccio pone in rilievo il fatto che in Cina il coronavirus sarebbe un problema già conosciuto dallo scorso dicembre e ben prima che riempisse le prime pagine nazionali in Italia.

Questo il suo post su Facebook:

“Dato che ormai è appurato che le autorità cinesi erano a conoscenza del coronavirus fin dai primi giorni del mesi di dicembre poniamo una domanda al Governo, al premier Conte e al ministro degli Esteri: nessuno di loro ne sapeva nulla?
Di Maio ha fatto la spola per mesi tra Roma e Pechino per zerbinarsi ai governanti cinesi, era a Shangai a novembre, possibile che in tutto questo tempo non abbia saputo nulla?
Se davvero non ha saputo nulla significa che non conta proprio niente, a livello di contatti e rapporti, e dunque non vale proprio niente come ministro degli Esteri.
Se invece sapeva sarebbe molto più grave”.