Coronavirus e Lavoro, i nuovi modelli e le cinque idee dei Manager italiani

Il Coronavirus non rappresenta, per quanto prioritaria, solo un’emergenza sanitaria. L’aspetto economico – produttivo gioca una parte essenziale ed è necessario avere gli strumenti, anche statistici, per poter agire dove e come è più necessario. In quest’ottica, un quadro di riferimento può essere rappresentato dall’indagine AstraRicerche realizzata per Manageritalia su un campione di 1452 manager.

Coronavirus e Lavoro, calo del fatturato

A snocciolare i dati emersi dall’inchiesta è Guido Carella, presidente Manageritalia che ha rimarcato come il momento complicato sia stato occasione per tastare il polso.  “Certo la situazione è difficile – ha dichiarato – ma, gestita l’emergenza organizzativa, i nostri associati stanno già guardando alla ripresa”. Insomma uno spiraglio di ottimismo e l’opportunità, eventualmente, “di cambiare davvero il lavoro, passando a un’organizzazione più flessibile con vantaggi per persone e aziende e pensando già di mettere in atto misure espansive. Questa è la fotografia di aziende strutturate e con una buona presenza e cultura manageriale, che in termini di opportunità e azioni da compiere dovrebbe delineare la strada per la ripresa anche per le tante aziende che ancor oggi in Italia non hanno adeguata presenza e cultura manageriale. E proprio da qui – ha concluso – queste dovrebbero ripartire”.

Andando ai numeri della statistica, il 75% dei manager vede un calo del fatturato che sono pronti a contrastare  soprattutto con sostegno alle vendite (il 46%) e una revisione delle strategie (il 65%). Si è resa indispensabile una ristrutturazione del modo di lavoro: annullati per l’84% viaggi, organizzate riunioni interne o a distanza, telelavoro dove possibile  (il 70%) o chiusura al pubblico per il 23% degli intervistati. Condizioni che,  indubbiamente,  non sono facili in termini di ricavi, però si punta a misure specifiche.  Nel dettaglio, oltre il citato sostegno alle vendite, azioni di marketing (38%), promozioni (22%) e riconsiderazione del modello di business (25%) e dei mercati su cui puntare.

Coronavirus, in molti adottano telelavoro

Per quanto concerne il telelavoro, invece, quest’ultimo è stato adottato da tantissime aziende (84%), anche se non per tutti i lavoratori. In molti casi (38%) ha riguardato anche persone che non lo avevano mai fatto prima. Solo il 16% delle aziende non lo ha potuto fare, anche solo parzialmente. La nota positiva è che tanti intravvedono, una volta finita questa crisi, l’opportunità di ampliarlo passando a un vero e proprio smart working in grado, dicono, di produrre vantaggi e per il benessere delle persone (87%) e per la produttività (69%).

Adesso, i manager chiedono a Manageritalia un dialogo con il Governo e con la politica pensando a misure eccezionali per la ripresa dell’attività (72%), quindi costruire con Manageritalia una piattaforma di ipotesi di lavoro per superare la crisi (48%), supporto per chi dovesse perdere il lavoro e ricollocarsi (46%), supporto a livello informativo (38%) e formativo (22%) e per gestire e superare la crisi.