Coronavirus, furia Meloni contro il governo: ‘Germania si tiene macchine terapia intensiva, Italia ha regalato 2 tonnellate di materiale a Cina. Dove reperirà necessario?’

Il coronavirus sta mettendo duramente alla prova il sistema sanitario nazionale. Regioni virtuose come Lombardia e Veneto stanno facendo valere tutta la loro competitività internazionale.

Ci sono però due rischi:  il primo è che i numeri dell’epidemia diventino fin troppo alti. L’altro è che possano essere chiamate in causa realtà sanitarie che non hanno, in Italia, la stessa forza delle regioni meridionali.

Problema risorse per fronteggiare l’emergenza

In entrambi i casi però resta un’ulteriore problematica di fondo: basteranno apparecchiature e strumentazioni per rispondere efficacemente alla minaccia coronavirus?

Una risposta difficile da dare. Tuttavia, Giorgia Meloni, attraverso la propria pagina Facebook, denuncia ciò che, a suo avviso, il governo dovrebbe fare e, invece, non fa.

Si tratta, naturalmente, di un punto di vista di parte, che chi raccoglie può interpretare come meglio crede.

Tuttavia, il pensiero della leader di Fratelli d’Italia parte da ciò che sta contraddistinguendo l’operato di altri paesi che mirano a tutelare la propria capacità di reazione e un’Italia che si preoccupa troppo degli altri.

Giorgia Meloni vuole sapere come si procederà

“La Germania  – ha scritto Giorgia Meloni – blocca le esportazioni delle apparecchiature mediche per la terapia intensiva, la Francia requisisce tutti i materiali sanitari utili a prevenire il contagio: mentre il resto del mondo si organizza per fare fronte all’emergenza coronavirus in modo concreto, in Italia a metà febbraio il Ministro Di Maio ha regalato 2 tonnellate di materiali sanitari alla Cina e il Sindaco di Firenze Nardella ha donato 250.000 mascherine a Pechino”.

“Il Governo – ha proseguito  – deve dire immediatamente come intende reperire tutto il necessario per aumentare la capienza e la capacità delle strutture sanitarie per far fronte all’emergenza. Il virus avanza e non attende la burocrazia, l’improvvisazione e l’incapacità”.