Coronavirus, l’allarme di Meluzzi: ‘E’ come la peste, negazionisti moriranno come Don Ferrante, si chiudano i trasporti’

Attorno alla questione coronavirus, si annidano pensieri di diverso tenore.  Tra coloro i quali mantengono una posizione particolarmente allarmata sul fenomeno c’è il medico psichiatra Alessandro Meluzzi.  Sulla questione, nelle ultime ore, si è esposto in due fasi.  La prima da ospite della trasmissione di Dritto e rovescio, nella seconda, invece, attraverso un post sulla sua pagina Facebook.  Nella prima circostanza è stato protagonista di uno scontro con un cittadino di origine cinese, sottolineando la necessità di prendere seriamente in considerazione il problema. Nel secondo ha sottolineato come il problema coronavirus, ormai presente anche in Italia, necessita di una seria politica di chiusura delle frontiere e, di fatto, cambierà usi e costumi della popolazione mondiale dopo anni in cui sembravano lontani problemi come le epidemie.

Meluzzi a Dritto e rovescio

“Faremo con Don Ferrante dei Promessi sposi che diceva che la peste non esiste. Morì di peste ed è quello che succederà a tutti i negazionisti e a tutti i cretini che negano la pericolosità del coronavirus”.

Così Meluzzi ha esternato il suo pensiero nei confronti di un cittadino cinese. Ecco il suo primo intervento.

Meluzzi poi interviene su Facebook

In un secondo momento Alessandro Meluzzi è intervenuto su Facebook.

“Come vedete: il virus è arrivato in Italia .E’ stato – afferma –  contagiato ed è grave in rianimazione un cittadino di Codogno vicino a Lodi. E’ stato contagiato da un altro italiano proveniente da un viaggio in Cina. Il virus può essere arrestato soltanto da un’implacabile quarantena, da una chiusura dei trasporti marittimi, terrestri e aerei”.

“E’ un modo – prosegue –  soltanto per contenere un problema con cui dovremo convivere per molte settimane, mesi e forse anni. I nostri costumi cambieranno. Occorreranno nuove tecnologie, nuove tecniche di disinfezioni, nuovi stili di vita. E’ la prima volta nella storia dell’umanità che un’intera generazione può godere di settant’anni di pace e dall’assenza di grandi epidemie che hanno flagellato l’umanità per molti secoli”.

“Pensavamo -ha concluso –  che la scienza ci avesse liberato per sempre da questi paesi, ma oggi scopriamo che non è così. Affidiamo la nostra patria Italia e d il mondo intero alla protezione della Vergine Maria. A qualcuno appare ridicolo, ma a me no”.