Coronavirus, parla una contagiata con complicazioni: ‘I miei polmoni hanno bisogno d’aiuto, questa non è una banale influenza’

Cornavirus.  Un termine che gli italiani hanno imparato a conoscere. Lo trovano spesso menzionato sui media, lo cercano su Google e provano a capire qualcosa in più.

Dai dati filtrati fino al momento è noto come il 20% di chi lo contrae rischia di avere complicazioni.  Difficoltà respiratorie sono la complicazione peggiore al momento rintracciata, a cui si associa la necessità di ricorrere alla terapia intensiva o sub-intensiva per riuscire a respirare. La grande paura è quella che la ricettività ospedaliera italiana possa risultare insufficiente qualora il contagio dovesse raggiungere numeri macroscopici.

E’ raro, però, trovare chi il coronavirus l’ha incontrato, conosciuto e subito.

Al Corriere della Sera parla Alessandra

Alessandra è  ricoverata da dieci giorni. Racconta al Corriere della Sera come tutto sia nato con una febbre curata con tachipirina e mucolitico.
Ogni giorno, però, la sua situazione peggiorava. Dove nove giorni e l’ennesima chiamata al 112 è arrivata un’ambulanza, con a bordo personale medico e paramedico con tute anti-contagio.

Tutta la sua famiglia o quasi, è ricoverata. A Lodi in terapia sub-intensiva c’è suo marito, nella stessa città è ricoverato anche suo padre per una polmonite.
“Le mie condizioni – rivela – sono peggiorate. Sono svenuta in due occasioni. La febbre è sparita da un paio di giorni, ma i miei polmoni hanno bisogno d’aiuto”.
Inevitabile chiedersi come abbia potuto contrarre il virus: “La bidella della scuola di mia nipote è risultata positiva. Le parlavo mattina e pomeriggio. L’impiegata della Rsa dove lavoro è contagiata ed è ricoverata qui a Cremona. Oppure l’ho preso altrove..”.

Vuole guarire per la sua nipotina

In ospedale non può ricevere visite: “Il tempo non passa mai. I medici sono gentili e disponibili, ma il personale ha disposizione di entrare il meno possibile. Il mangiare vorresti finirlo, ma dopo due cucchiai hai la nausea”.
L’obiettivo, rivela Alessandra, è superare questo momento per riabbracciare i suoi due figli, la nipotina di otto anni ed il marito.
“Questa – ha evidenziato – non è una banale influenza”.