Coronavirus, Pd: ‘Contributo di solidarietà contro la povertà’. Gelmini: ‘E’ una coronatassa Vogliono mettere le mani in tasca agli italiani’

Il coronavirus potrebbe mettere in difficoltà migliaia di famiglie. L’immobilismo a cui il Paese è costretto potrebbe generare povertà e portare anche alla fame tanti bambini. Per il Partito Democratico chi ha più risorse, dovrebbe contribuire a evitare che ciò accada.  Sul tavolo, infatti, c’è una proposta che potrebbe portare una cifra che i redditi più alti potrebbero dovere versare per aiutare lo Stato. Un orizzonte stigmatizzato dalle opposizioni, con Maria Stella Gelmini di Forza Italia in prima linea nel manifestare dissenso rispetto alla proposta.

Contributo di solidarietà per reddito oltre 80.000 euro

A proporre il contributo di solidarietà sono stati Graziano Delrio e Fabio Melilli, capigruppo del Pd rispettivamente alla Camera e in commissione Bilancio.  La proposta andrebbe ad abbracciare i redditi che varcano la soglia degli 80.000 euro che, tuttavia, potrebbero trarne beneficio a livello fiscale. “La somma versata – si legge –  sarà deducibile e andrà da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione. Il gettito atteso è 1,3 miliardi annui”.

“La somma versata, rispettando i criteri di progressività sanciti dalla nostra Costituzione, sarà deducibile – si legge nella proposta – e partirà da alcune centinaia di euro per le soglie più basse fino ad arrivare ad alcune decine di migliaia di euro per i redditi superiori al milione”.

Maria Stella Gelmini contro il contributo di solidarietà

La risposta di Mariastella Gelmini, deputata di Forza Italia è stata particolarmente polemica.

“Non ci posso  credere! Il Partito Democratico – ha evidenziato – esce allo scoperto e propone di mettere le mani nelle tasche degli italiani per far fronte all’emergenza coronavirus.

Come? Per il 2020 e 2021 i cittadini con redditi superiori ad 80mila euro dovranno versare contro la loro volontà un contributo allo Stato. Il calcolo magari verrà fatto con la prossima dichiarazione dei redditi, relativa al 2019, anno nel quale #professionisti e #partiteIva hanno fatturato e guadagnato regolarmente: tanti che oggi non lavorano dovrebbero anche pagare.

Scrivono contributo di solidarietà, si legge Corona-tassa. Geniale”.