Coronavirus e picco dei contagi, per Istituto Sanità: “Non è ancora raggiunto”

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Dati, numeri, previsioni ma anche esortazioni a non modificare le misure di distanziamento sociale adottate dal Governo.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, nell’incontro con la stampa odierno hanno affrontato l’emergenza coronavirus e commentato i dati degli ultimi giorni.

La curva dei contagi sembra attenuarsi

“A partire dal 19-20 – ha detto Brusaferro- il numero di nuovi casi segnalati cala, la curva sembra attenuarsi. Ma non dobbiamo illuderci che un rallentamento della diffusione possa indurci a rallentare le misure che abbiamo adottato. Ci sono realtà diverse nel Paese, la Lombardia e aree limitrofe con fortissima circolazione, mentre in altre aree c’è una circolazione ancora limitata, dove la sfida è fare in modo che quelle aree rosa non diventino rosse”.

Picco ancora non raggiunto

“Non abbiamo raggiunto il picco, non l’abbiamo superato. Abbiamo segnali positivi che ci fanno capire che le misure adottate stanno rallentando la crescita, e ci fanno pensare che il picco è vicino”.

Brusaferro ha poi spiegato che la “pendenza della discesa sarà costruita sulla base dei nostri comportamenti”. Per Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, invece, in Italia “siamo in una fase di contenimento. Stiamo osservando segnali chiari di efficacia delle misure contenimento, ma non bisogna deflettere dalle misure di distanziamento sociale. Se dovessimo decidere in base ai numeri di oggi ritengo inevitabile prolungare le misure” ha detto Locatelli

“L’età media dei contagiati supera i 60 anni delle persone con infezione. “Oltre l’80% dei deceduti sono ultra 70enni – ha aggiunto Locatelli -. L’infezione da Covid-19 per alcuni è stata la causa di morte e per altri ha contribuito in maniera significativa alla letalità”.