Coronavirus, Porro contro il governo Conte: ‘Cialtroni, comunicazione da pezzenti, sta mettendo angoscia’ (VIDEO)

Scuole ed università senza lezioni fino al 15 marzo e con un decreto in più riguardo alle abitudini da cambiare per un mese.

Si è svegliata così l’Italia dopo le decisioni del governo presieduto da Giuseppe Conte, ma c’è chi non ha gradito il modo in cui è stata gestita la comunicazione.

In un’epoca in cui le comunicazioni viaggiano particolarmente veloce e la psicosi rischia di diventare virale almeno quanto il virus c’è il sospetto che la situazione, sotto alcuni punti di vista, poteva e può essere gestita meglio.

Già dall’ora di pranzo, più o meno, era filtrata la voce secondo cui sarebbe provveduto a disporre provvedimenti restrittivi finalizzati a contenere il contagio. Ipotesi smentita dal Ministro Azzolina, mentre la totalità delle agenzie di stampa lanciava la notizia, evidemente rassicurata da fonti attendibili vicine a Palazzo Chigi.

Tra coloro i quali che muove una critica abbastanza netta nei confronti dell’esecutivo c’è il giornalista di Nicola Porro.

Critiche sulla comunicazione

Il conduttore di Quarta Repubblica e firma de Il Giornale ha riservato uno spazio al tema nella sua quotidiana Zuppa di Porro.

Il suo ragionamento è partito dal fatto che lasciare i bambini a casa è una decisione a cui, probabilmente, dovranno seguire altre misure finalizzate ad aiutare le famiglie eventualmente spiazzate da questa disposizione.

“A parte Rocco Casalino e l’avvocato di Foggia  – evidenzia Porro – tutti si rendono conto che i bambini non vanno a scuola, non tutti hanno qualcuno che li può gestire. Ovviamente, davanti ad un virus e ad un contagio che sembra diffondersi sempre di più si possono anche fare scelte drastiche come questa”.

“Il punto vero – ha proseguito – di tutta questa vicenda, di cui si rendono conto tutti i giornali tranne Il Fatto Quotidiano, è la comunicazione incredibile fatta dal governo. Una comunicazione che dà il senso che questo è un governo di cialtroni e che non ti fa sentire al sicuro”.

“Indipendentemente – incalza –  che sia giusta o sbagliata la sua attività, sembrano tutte cose estemporanee fatte senza professionalità detta con aria seria e sobria. Travaglio riesce a dire che questo è un governo serio e sobrio”.

“Questo – prosegue – dà il senso di un governo che non sa governare. E’ una comunicazione da pezzenti, sta mettendo un senso di angoscia al Paese”.