Coronavirus, produttore farmaco Avigan: “Nessuna prova che funzioni”. In Italia parte la sperimentazione

“Al momento non esistono prove scientifiche cliniche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro Covid-19 nei pazienti”. Lo ha spiegato il Corporate senior director Fujifilm Italia, Mario Lavizzari, in seguito alle notizie su una sperimentazione in Italia del farmaco antivirale.

L’azienda produttrice prevede di avviare uno studio in Giappone e “non è in grado di divulgare alcun piano per l’uso di Avigan in altri Paesi”.

L’azienda ha spiegato che Avigan è attualmente somministrato a pazienti di Covid-19 in Giappone ai fini di uno studio di osservazione condotto da istituzioni mediche che cooperano con i team istituiti dal Centro Nazionale per la Salute e la Medicina Globali del Giappone (National Center for Global Health and Medicine of Japan).

Avigan, farmaco utilizzato in Cina

“Sappiamo – ha aggiunto l’Azienda – che il Favipiravir (versione generica) è stato somministrato a pazienti Covid-19 in Cina.

Avigan è stato sviluppato da Fujifilm Toyama Chemical ed è stato approvato nel 2014 in Giappone come farmaco anti-influenzale. Deve essere somministrato a coloro che sono stati infettati da una nuova influenza o dal riemergere delle infezioni del virus dell’influenza, quando un altro farmaco antinfluenzale non funziona, si spiega nella nota dell’azienda che conferma “di essere impegnata in queste settimane, con la propria tecnologia e i propri tecnici a fianco di tante strutture mediche in Italia e nel mondo”.

Avigan, in Italia parte la sperimentazione

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato inoltre che la sperimentazione del farmaco è stata avviata. “Il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini – ha detto Speranza – mi ha comunicato che la riunione del Comitato Tecnico-Scientifico di questa mattina, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso”.