Coronavirus, Salvini: ‘Il Pd vuole svendere i gioielli dell’Italia per avere aiuti della Ue’

L’Italia aspetta che il ciclone coronavirus  passi.  Sa che quello dovrà essere il momento di rimettere in sesto l’economia. Occorreranno tanti soldi. L’alto debito pubblico italiano autorizza a credere che averli dall’Europa potrebbe essere un’operazione complicata. Sulle colonne di Repubblica il senatore di Repubblica Luigi Zanda ha lanciato una proposta che ha generato reazioni furenti da parte della Lega ed i Matteo Salvini in particolare.  Il ‘dem’ ha individuato nel patrimonio immobiliare italiano una soluzione da dare come garanzia per ottenere i soldi necessari a far ripartire l’apparato produttivo del Paese.

L’idea di Zanda

Secondo Luigi Zanda l’Italia dovrebbe andare a Bruxelles e fare in modo che l’Italia si renda credibile mettendo sul piatto il proprio patrimonio immobiliare.  Un po’ come se si trattasse di un qualsiasi cittadino che a garanzia pone una propria casa per avere un prestito. “Potremmo – ha detto – dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale, almeno per la parte costituita dagli edifici che ospitano uffici, sedi delle grandi istituzioni, ministeri, teatri, musei… È una vecchia tesi che può tornare attuale”.

Zanda ha sottolineato che non si tratterebbe di una vendita, tuttavia questo non ha addolcito il pensiero di Matteo Salvini.

Salvini a muso duro

Matteo Salvini ha spesso sottolineato come l’Italia non debba andare dall’Europa con il cappello in mano. Una sottomissione di questo tipo non è evidente ammessa nel pensiero del numero uno del Carroccio.  E sui suoi canali social non ha usato giri di parole per attaccare gli avversari politici del Pd rispetto all’opportunità di metter sul piatto i beni immobiliari italiani.  “Delirante! Il PD – ha scritto – vuole svendere i gioielli dello Stato per ricevere aiuti dall’Europa, tra cui porti, aeroporti e spiagge. Non è uno scherzo, purtroppo. Ma vi rendete conto in che mani siamo??? Altro che interviste demenziali, datevi una mossa”.