Coronavirus, Speranza e il dpcm in arrivo: “Sì allo stop per le feste private”

i si avvicina all’approvazione del nuovo dpcm e cominciano a delinearsi con una certa chiarezza quali sono le intenzioni del governo. Che punta a stringere le maglie e a dare una stretta importante per arginare i contagi da coronavirus (oggi, in Italia, si sono registrati 5456 casi) intervenendo anche nella vita privata degli italiani. «Dovremo incidere anche su quella parte della vita non essenziale delle persone» dice il ministro della Salute Roberto Speranza.

Il dpcm, fa sapere il ministro, «probabilmente sarà firmato domani sera». Su cosa si interverrà? «Interverremo per evitare le feste private che in questo momento possiamo evitare e gli assembramenti -ha spiegato agiremo sugli orari e aumenteremo i controlli». Si sta pensano anche di inserire misure «legate a sport dove non è possibile usare le mascherine e mantenere il distanziamento».

Non è previsto al momento un lockdown nazionale «va evitato», mentre è nelle ipotesi che ci possano essere dei ‘«lockdown mirati se ci dovessero essere situazioni di particolare difficoltà’». Mal di là delle misure, il ministro ha sottolineato che«’la chiave per provare a piegare la curva è il comportamento delle persone» dato che «il 75% dei contagi sta venendo nelle relazioni familiari o nelle relazioni strette personali».

Speranza ritiene che durante i mesi difficili «nel complesso le istituzioni della repubblica hanno retto e sono riuscite a lavorare insieme. Con le Regioni dobbiamo lavorare insieme e fare squadra e lavorare gomito a gomito».

Ancora Speranza: «In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno: 5mln sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l’opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti». Sempre sui tamponi il ministro ha aggiungo «che si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c’è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale». Sul piano dei reagenti «il problema è stato risolto dal commissario Arcuri già da diversi mesi. È chiaro che dobbiamo continuare a lavorare su questo terreno, a marzo e ad aprile si facevano circa 30mila tamponi ora siamo a 130mila al giorno».