Coronavirus, arriva la decisione: sport a porte chiuse. Riparte la serie A

Un mese di sport e dunque di calcio a porte chiuse.

La serie A può ripartire con la soluzione, parziale, dell’ingorgo del calendario arriva con la decisione del governo di fermare l’afflusso del pubblico negli stadi fino al 30 marzo. La decisione del Governo, sia chiaro, riguarda tutti gli sport e non solo il calcio

Coronavirus, sospensione competizioni sportive

Con il decreto ultimo emanato dal Governo “sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli della zona rossa, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione” anche se una bozza del decreto, il contenuto dovrebbe non variare secondo quanto dichiarato.

Coronavirus, le decisioni del mondo del calcio

Il consiglio di Lega ha invece ratificato un accordo tra i club che prevede di riprendere dalle partite sospese facendo slittare un turno. Così,Juventus-Inter sarà domenica sera, ufficialmente senza pubblico. E anche le altre partite della 26/a giornata da recuperare si giocheranno tutte domenica (con Milan-Genoa che oscilla tra le 12.30 e le 18), due partite alle 15 (Parma-Spal e Sassuolo Brescia), Udinese-Fiorentina alle 18 e Sampdoria-Verona come anticipo del sabato.

Rinviate anche le due semifinali di Coppa Italia: Juve-Milan era in programma oggi, Napoli-Inter domani. Ma De Laurentiis, saputo che a Torino non si sarebbe giocato, nemmeno a porte chiuse, ha preferito che anche il suo incontro non si disputasse adesso. Bisognerà vedere adesso il cammino di Juve e Inter in Europa, ma è possibile che le due gare di Coppa Italia si giochino il 20 maggio, chiedendo all’Uefa la possibilità di disputare la finale il 27 maggio (ma in questo caso non certo all’Olimpico). Avanti nel caos più totale