Coronavirus, Travaglio contro Salvini: ‘Tra un ruttino e l’altro, chiede miliardi a c****. Porro e Sgarbi i suoi virologi preferiti’

“Sollievo” è come definisce Marco Travaglio la sensazione di non avere Matteo Salvini al governo in tempi di coronavirus. Un punto di vista che nasce, per il giornalista, proiettando ciò che starebbe facendo all’opposizione su quello che avrebbe fatto da ruoli istituzionali come il Ministero dell’Interno o il vertice dell governo.

Quello apparso sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano del 3 marzo è un lungo articolo in cui Travaglio attacca pesantemente il leader della Lega, reo di parlare molto e di non avere contezza (per usare un eufemismo) della reale situazione.

Per Travaglio Salvini non ha idea del coronavirus

A suo avviso “a occhio e croce”, a, avrebbe chiuso porti, frontiere, disdetto il trattato di Schenghen, per poi riaprire tutto dopo aver fatto la scoperta che, ad essere trattati da appestati, sono gli italiani. Secondo Travaglio Mattarella avrebbe finito per rinchiudere Salvini nelle segrete stanze dei corazzieri per evitare guai.

Con ironia e sarcasmo il giornalista ha il sospetto che lo stesso numero uno del Carroccio sia vedendo con felicità il fatto di essere all’opposizione.

“Non avendo – scrive il giornalista – la benché minima idea di cosa fare, si regola sulla stessa bussola del Giornale Unico Repubblica-Stampa-Messaggero-Espresso-Giornale-Libero-Verità: qualunque cosa faccia Conte è sempre sbagliata e qualunque cosa non faccia Conte è sempre giusta. E, non dovendo assumere decisioni nè responsabilità, fa una vita da favola.

I virologi preferiti di Salvini sarebbero non medici per Travaglio

Lo definisce come qualcuno ‘rubicondo’ dedito costantemente ad aperitivi, pronto a chiedere ‘tra un ruttino e l’altro’ miliardi a cazzo’ senza dire per chi.
Evidente il riferimento al fatto che i 3,6 miliardi investiti dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus siano  stati ritenuti insufficienti dal leader della Lega.

Non mancano anche le frecciate ad alcuni personaggi che Travaglio definisce come i suoi virologi preferiti: Porro, Giordano, Meluzzi, Capezzone, Feltri, Sgarbi, Cruciani e Capuozzo.

Tutti giornalisti o opinionisti che non hanno mancato di far sentire tutto il loro dissenso per il modo in cui ha agito il governo nelle ultime situazioni.