Il Coronavirus meno aggressivo? Cosa dicono virologi ed esperti

Il Coronavirus è diventato meno aggressivo? Cosa dicono virologi ed esperti
„l virus sta davvero diventando meno aggressivo o il calo dei contagi (e dei decessi) è merito solo del lockdown? Sul punto tra virologi ed esperti non c’è uniformità di vedute. Matteo Bassetti,  direttore dell’Unità operativa della clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, è stato tra i primi a sostenere, pur con molte cautele, che il virus stava battendo in ritirata. “La sensazione è che abbia perso forza e quello spirito di aggressione che aveva nella metà del mese di marzo”. Queste le parole dell’infettivologo in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Verità.

BASSETTI

Il Coronavirus è diventato meno aggressivo? Cosa dicono virologi ed esperti
„Nelle scorse ore, commentando le parole di Zaia sulla (molto presunta) origine artificiale del virus, Bassetti è tornato sull’argomento precisando che il Sars-CoV-2, “ha raggiunto un acme, sta discendendo e abbiamo decisamente un numero di casi molto inferiore a 4 settimane fa: è un discorso di evoluzione dell’epidemia. Inoltre – ha aggiunto – potrebbe anche darsi che abbia perso forza perché ha perso dei fattori di virulenza, ma questo non è ancora stato dimostrato scientificamente. Tutto ciò però – ha ribadito – non c’entra con il fatto che sia naturale o artificiale”

REMUZZI

“I malati di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa” ha spiegato Remuzzi a ‘Piazza Pulita’, nel corso della puntata andata in onda giovedì 7 maggio.

“Continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa. La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli”. Remuzzi ha detto di non sapere “se è il virus è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente, l’unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”.

LE FOCHE

Anche Francesco Le Foche, primario di Immuno-infettivologia al Day hospital del Policlinico Umberto I di Roma, ritiene plausibile che il Covid abbia perso la sua carica iniziale. “Stiamo andando abbastanza bene” ha detto giorni fa Rai Radio 2. “Abbiamo iniziato la fase 2, il secondo tempo di questa partita contro il Covid-19. Oggi vediamo delle sindromi meno importanti dal punto di vista clinico. Questo potrebbe essere dato da una riduzione della virulenza del virus. Riserviamo la terapia intensiva a casi rarissimi. Ma tutti questi progressi di cui abbiamo parlato non devono far pensare a un ‘tana libera tutti’. Servono comportamenti consapevoli e responsabili da parte di ognuno”.

GALLI

Altri virologi sono invece più pessimisti sul presunto mutamento del Covid-19. Il professor Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ha espresso delle forti perplessità sul fatto che il Coronavirus ora sia meno letale. “La situazione è cambiata – ha detto ad Askanews – perché gli anziani e i più fragili rimasti superstiti dopo la prima ondata si sono chiusi in casa in condizioni di massima sicurezza. Ma dire che il virus si sia rabbonito mi sembra fuori da ogni logica. Non ci sono evidenze scientifiche per dire che il virus ora è meno cattivo di prima. Cambiamenti tali da far ipotizzare a una minore virulenza del virus non ne abbiamo visti”.“