Cos’è il batterio New Delhi  

Il batterio New Delhi, che ha causato in Toscana la morte di 30 persone, con 708 ricoveri di soggetti portatori, “è un particolare ceppo di Klebsiella, un genere di batteri Gram negativi che circolano negli ospedali da anni. Questo ceppo, emerso per la prima volta in India, è particolarmente insidioso perché multiresistente agli antibiotici. Dall’India ha iniziato a circolare nel mondo, e fino ad ora nel nostro Paese erano stati rilevati solo casi sporadici”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ricordando come la Klebsiella sia un super-bug già di per sé insidioso, in particolare per i soggetti fragili. 

Nei soggetti in salute la Klebsiella non causa particolari problemi; discorso diverso per i ricoverati in terapia intensiva, ematologia, oncologia. Ma come si diffonde questo super-bug? “Il fatto è che questi microrganismi passano da un ospedale all’altro anche attraverso i pazienti”, aggiunge l’esperto. “L’Italia poi – ricorda Rezza – è maglia nera in Europa per il fenomeno dell’antibioticoresistenza, e le terapie intensive di tanti ospedali in tutta la Penisola sono stati pesantemente colpiti in passato da ceppi di Klebsiella multiresistenti”.  

Insomma, “il problema c’è e va affrontato. Per prima cosa attraverso un uso prudente degli antibiotici, e poi attraverso l’adozione e l’implementazione di procedure igieniche mirate in ospedale, come il lavaggio delle mani tra una visita e l’altra, disinfezioni regolari e tutte quelle misure in grado di contrastare il passaggio dei microrganismi”.  

(Fonte: Adnkronos Salute)