Covid: 39.811 i nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore, le vittime sono 425

Sono 39.811 i nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore. Le vittime sono 425. Lo riportano i dati diffusi dal ministero della Salute. Complessivamente sono 902.490 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 41.063.

Sono stati 231.673 i nuovi tamponi sul Covid effettuati nelle scorse 24 ore. Stando al nuovo bollettino del ministero della Salute, il rapporto tamponi/positivi sale al 17,1%. Il numero degli attualmente positivi in Italia sfonda quota 500 mila e si attesta a 532.536. Di questi 25.109 sono ricoverati con sintomi (+1.104), 2.634 sono in terapia intensiva (+119) e 504.793 in isolamento domiciliare (+32.195). Dall’inizio della pandemia sono invece 328.891 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di +5.966.

Con 46.099 tamponi effettuati, in Lombardia sono stati registrati 11.489 , nuovi positivi, per un rapporto di 24,9%. Sale a 610 il numero di pazienti in terapia intensiva (+40), mentre i pazienti Covid ricoverati negli altri reparti sono 5.813, 250 più di ieri. Il numero complessivo di decessi è arrivato a 18.226 (+108). Per quanto riguarda le Province, a Milano sono stati segnalati 4.520 nuovi casi, di cui 1.758 nella sola città. A Monza sono stati 1638, a Varese 1222, a Como 891, a Brescia 710, a Pavia 550, a Bergamo 382, a Mantova 359, a Lecco 283, a Cremona 256, a Lodi 207 e a Sondrio 135.

Anche il Veneto registra un nuovo record di nuovi contagi da Coronavirus in 24 ore, con 3.815 nuovi casi che portano il totale a 75.907. Lo riferisce il Bollettino regionale, che segnala da ieri 25 decessi, con il totale a 2.568. Cresce ulteriormente la pressione sulle strutture ospedaliere, con 1.410 ricoverati nei reparti ordinari (+109), e nelle terapie intensive, con 187 ricoverati (+13).

In Veneto non abbiamo in animo di mettere nuove restrizioni, pensiamo che siano sufficienti quelle attualmente in corso“. Lo ha detto il governatore Luca Zaia, spiegando che, sotto il profilo sanitario, il sistema ospedaliero regionale sta tenendo. Il problema vero, ha invece sottolineato, “sono i pronto soccorso, dove il numero degli accessi è il doppio, da ottobre, rispetto a quello della prima ondata Covid, dal 21 febbraio in poi. Chiediamo ai cittadini di evitare al massimo l’accesso ai pronto soccorso, lo si faccio solo in caso di necessità”.

“Sì mi assumo la responsabilità delle misure” che hanno portato alla divisione dell’Italia nelle zone di rischio e alle chiusure “se c’è da salvare una vita”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Stasera Italia Weekend’, su Rete4, sottolineando che non si tratta di “una punizione ma di aiutare il terriotorio a uscire da una fase difficile”. “In questi mesi difficili io non ho mai fatto polemica con nessun presidente e penso che il Paese non abbia bisogno di risse istituzionali ma di lavoro comune. È evidente che tutti sapevano bene come funzionava il sistema ed è evidente che loro conoscono persino prima di noi questi dati perchè questi dati nascono a livello regionale, il numero di posti letto, il numero di persone che tu impegni nel contact racing, il numero di giorni che passa tra la data di inizio sintomi e la data del tampone”. “Serve – ha detto- una unica grande squadra contro un unico nemico insidioso”. “Non abbiamo fatto alcuna valutazione che va fuori dai parametri. I parametri che si costruiscono sulla base dei dati che le regioni forniscono all’Iss hanno portato a questi risultati”, ha spiegato Speranza, rispondendo a una domanda di Veronica Gentili a ‘Stasera Italia Weekend’, su Rete4, in merito agli scontri a Napoli. “Non è che questi numeri e questi dati sono fermi per sempre – spiega Speranza – ci sarà un elemento di dinamismo”. Lo schema, aggiunge “fotografa l’evoluzione, non è che questa è la fotografia di sempre. L’importante è che siano i parametri scientifici a guidarci sempre”.