Covid, diagnosi con ecografia: è più efficace del tampone

Non solo: usando questo procedimento, accompagnato da una visita medica, le probabilità di scovare i positivi tra i pazienti testati sono addirittura superiori rispetto a quelle derivanti dal metodo del tampone naso-faringeo. Uno studio dell’ospedale Molinette di Torino, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Emergency Medicine, ha evidenziato che su un totale di 228 pazienti con sintomi suggestivi per Covid-19, 107 sono stati diagnosticati come positivi in seguito al tampone.

L’aggiunta dell’ecografia, assieme alla visita, ha consentito di identificare correttamente ulteriori 21 casi positivi precedentemente non rilevati. Detto altrimenti, il tampone aveva catalogato come negative 21 infezioni ”recuperate” grazie all’ecografia. Calcolatrice alla mano, stiamo parlando di quasi il 20%.

Lo studio citato è stato condotto tra l’aprile e il marzo scorsi, nel bel mezzo della prima ondata di pandemia. Il senso del report è abbastanza chiaro: identificare in maniera rapida e corretta i pazienti affetti da Covid-19 in pronto soccorso porta a numerosi vantaggi. Tra questi annoveriamo l’isolamento precoce dei soggetti infetti e la conseguente limitazione della diffusione dei contagi, tanto all’interno quanto all’estero dell’ospedale.

”Dal momento che il pronto soccorso è la porta d’ingresso di un ospedale – ha spiegato il professor Enrico Lupia, direttore della Medicina d’Urgenza delle Molinette –, ricoverare un paziente ignorandone la positività vorrebbe dire rischiare di aumentare il contagio”. Individuare subito i positivi e isolarli potrebbe veramente cambiare le carte in tavola.

Lo studio ha di fatto confermato la percezione dell’utilità dell’ecografia del polmone, solitamente usata per il monitorare la gravidanza, o per studiare addome e cuore, e meno per le malattie polmonari. Un esame del genere, magari effettuato con strumenti portatili collegabili direttamente con uno smartphone, potrebbe rappresentare un alleato in più nella lotta contro il coronavirus. Insomma, in vista di una ipotetica terza ondata, le autorità sanitarie dovrebbero approfondire la questione per capire come utilizzare al meglio l’arma dell’ecografia.

Anche perché, ha confermato il professor Lupia, le strutture ospedaliere continuano a essere in affanno in varie città: “Temiamo molto una terza ondata, siamo preoccupati. Rispetto a inizio novembre la pressione sul nostro pronto soccorso, come sugli altri, è calata, anche se è rimasto un afflusso importante di pazienti Covid e non solo”. E ancora: ”Il sistema ospedaliero è ancora in affanno e per questo occorre rispettare le norme di sicurezza che ormai conoscono tutti. Soprattutto ora che si avvicina il Natale, non bisogna abbassare la guardia”, ha concluso.