Covid: Verso nuovo decreto, al vaglio graduali aperture

L'elenco delle restrizioni nelle tre aree nelle quali è stata divisa l'Italia secondo l'ultimo Dpcm, Roma, 4 novembre 2020.

Saranno i dati sul contagio a indirizzare ogni decisione, ma il nuovo decreto legge Covid dal 7 aprile potrebbe dare i primissimi segnali di riapertura, a partire dalle scuole. E’ quanto trapela da fonti ministeriali, quando ancora la discussione nel governo non è entrata nel vivo.

Da Palazzo Chigi assicurano che l’incontro di Draghi oggi con gli esponenti del Cts e il ministro Roberto Speranza è servito a esaminare la curva epidemiologica e non ha portato a nessuna decisione, né in senso restrittivo né di apertura. Solo i dati che emergeranno nei prossimi giorni porteranno, la prossima settimana, a decidere le nuove misure.

Nel governo si sta anche ragionando su alcune norme uniformanti che dovrebbero essere condivise a livello nazionale nella campagna di vaccinazione. E’ quindi improbabile, affermano più fonti, che il nuovo decreto legge si limiti a prorogare quello oggi in vigore. L’impianto non dovrebbe essere stravolto ma l’intenzione sarebbe quella di avviare quel percorso di graduale apertura indicato oggi dal ministro dell’Economia Daniele Franco. Nessuna indicazione ancora sulle misure, ma tutti gli occhi sono puntati sulla scuola: il pressing è fortissimo per un ritorno in classe di tutti gli studenti fino alla prima media, anche in zona rossa. Ma nel governo già si avverte anche la pressione di chi guarda alle nuove misure restrittive adottate da Angela Merkel e ipotizza che la linea del rigore debba indirizzare le scelte del governo anche per il mese di aprile.

La curva dei contagi da coronavirus in Italia – intanto – sembra in lieve flessione negli ultimi giorni, ma le vittime sono ancora tantissime, 551 in 24 ore, mai così tante dal 19 gennaio, quando furono 603. Il governo valuta cambiamenti graduali delle misure dopo Pasqua, secondo quanto trapela, allorché scadrà, il 6 aprile, il decreto legge che ha stabilito festività in zona rossa per tutti.

Intanto alcune Regioni in semi-lockdown sperano di avere una ‘finestra’ arancione prima di Pasqua, Lombardia e Lazio in testa, guardando al monitoraggio settimanale di venerdì. “Pensiamo che dopo la Pasqua la situazione migliorerà gradualmente – dice il ministro dell’Economia Daniele Franco -, e poi ci muoveremo con gradualità verso una situazione più normale a maggio e giugno: questo grazie alla disponibilità dei vaccini e all’aiuto che arriva dalla stagione più calda”.

Tra i temi principali ci sono gli spostamenti, ma soprattutto la scuola, che con la chiusura e la didattica a distanza sta mettendo a dura prova alunni e famiglie. Diversi ministri invocano la riapertura in presenza anche in zona rossa, fino alla prima media. “Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire”, afferma il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ricordando di aver chiesto, anche in Consiglio dei ministri, che le scuole siano le prime a riaprire, quanto prima, in condizioni di sicurezza, “a partire dai più piccoli che devono essere i primi a poter tornare”. il premier Mario Draghi aveva detto: “La scuola sarà la prima a riaprire quando la situazione dei contagi lo permetterà. Riprendendo perlomeno la frequenza fino alla prima media”. “Valutare la riapertura in zona rossa almeno della scuola d’infanzia e della primaria”, ha chiesto ieri la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti.

“Nessuna decisione è stata assunta in questo momento – dice il ministro Speranza a Carta Bianca replicando a una domanda su una possibile mini-proroga del decreto già in vigore – ci confronteremo nei prossimi giorni e prenderemo le decisioni. Oggi abbiamo analizzato la curva ma non abbiamo discusso di mìsure e non c’è alcuna decisione che va in questa direzione”. Speranza ha anche richiamato e Regioni a rispettare il piano nazionale dei vaccini, da tutte approvato, che stabilisce l’ordine delle categorie (personale sanitario e delle Rsa e gli over-80). Ok, ha aggiunto, allo Sputnik se sarà approvato dalle agenzie.