Crisi di governo, l’esecutivo giallorosso nasce tra le polemiche

Secondo giro di consultazioni al Quirinale: il centrodestra chiede il ritorno alle urne, mentre Pd e 5 Stelle si apprestano a dar vita alla nuova maggioranza, non senza polemiche

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Seconda giornata di consultazioni e stavolta tocca ai “big”. In mattinata è toccato alla delegazione di Fratelli d’Italia, mentre dalle 16 è stata la volta dei rappresentanti del Partito democratico, Forza Italia, Lega e MoVimento 5 Stelle di recarsi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per comunicare le proprie soluzioni alla crisi di governo dopo i colloqui degli ultimi giorni. E se i partiti della coalizione di centrodestra continueranno a chiedere al Capo dello Stato lo scioglimento delle Camere per portare il Paese a nuove elezioni, sul fronte Pd-M5S sembrano ormai essere caduti gli ultimi ostacoli per il varo del governo giallorosso. Esecutivo che avrà a capo il premier uscente, Giuseppe Conte, dopo che il Partito democratico ha lasciato cadere gli ultimi veti sulla figura dell’”avvocato del popolo”.

Critiche alla nascita del governo giallorosso
Per quanto riguarda la squadra di governo e il programma del nuovo esecutivo, Mattarella, dopo aver conferito il mandato a Conte potrebbe concedere ai due partiti che andranno a formare la nuova maggioranza, ulteriori giorni di tempo per mettere a punto i dettagli della nuova alleanza. Un accordo che nasce portandosi dietro strascichi polemici non indifferenti. Carlo Calenda, ex ministro dello sviluppo economico, dopo le proteste degli ultimi giorni ha abbandonato il Partito democratico annunciando l’addio con una lettera, pubblicata dall’Huffington Post, indirizzata al segretario Nicola Zingaretti e al presidente Paolo Gentiloni: «Penso – scrive Calenda – che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fare accordi con chi ha idee diverse, ma mai con chi ha valori opposti. Questo è il caso del M5S».Anche Luigi Di Maio deve fare i conti con le critiche della base del MoVimento che contestano l’accordo con i dem e chiedono che venga sottoposto al voto sulla piattaforma Rousseau.