Crisi di governo, per il Pd i 5 Stelle non possono avere premier e vice

Proseguono le trattative tra i due partiti per arrivare a un accordo sull'esecutivo giallorosso. Intanto sembrano ufficialmente chiusi i canali con la Lega

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La trattativa tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle per uscire dalla crisi di governo prosegue, anche se a rilento. Restano alcuni nodi ancora da sciogliere a cominciare da quello del vicepremier che, per i dem, deve appartenere al loro partito, soprattutto se il premier sarà ancora una volta Giuseppe Conte considerato una figura in “quota 5 Stelle”: «In un governo guidato da un premier del M5s, non esiste che ci sia anche un vice del M5S» fanno sapere dal Pd, ricordando come ci siano stati attimi, nella trattativa in cui è rischiato di saltare tutto. Intanto, nel caso in cui si andasse avanti sulla linea del Partito democratico che vorrebbe un solo vicepremier, la scelta del candidato a ricoprire il ruolo potrebbe essere quella del vicepresidente del Pd, Andrea Orlando (ex ministro della Giustizia, ruolo che potrebbe ricoprire anche nel nuovo esecutivo), o di Dario Franceschini (già ministro dei Beni Culturali e candidato alla poltrona del Viminale). Tuttavia, tra i dem permane l’ottimismo sull’esito finale: «Penso – afferma Emanuele Fiano – che il dialogo andrà a buon fine».

Interrotte le trattative Lega-M5S
Uno dei motivi che hanno rallentato le trattative della nuova alleanza giallorossa sono stati i “corteggiamenti” della Lega per una riedizione dell’ultimo governo, senza  il premier Conte: «Fino a ieri – ha spiegato il. Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio (Lega), durante la trasmissione Omnibus su La 7 – ho cercato di tenere i rapporti con i colleghi del Movimento 5 stelle che credevano, e credono tutt’ora, che un’alleanza con il Partito Democratico sia una sciagura per il Paese. Fino a ieri mattina siamo andati avanti ad interloquire per cercare di capire se c’erano margini di manovra per fare incontrare i due leader. Nella mattinata di ieri si sono interrotte le comunicazioni. Abbiamo capito che da parte loro non c’era la volontà di andare avanti». E ha confermato che una delle offerte del Carroccio era stata quella di accettare Di Maio come presidente del consiglio: «In questi giorni abbiamo parlato della necessità di far incontrare Salvini e Di Maio. L’ipotesi per noi Lega non prevedeva Giuseppe Conte. Di Maio premier era una delle ipotesi che erano sul tavolo».