Crisi di governo, un partito guidato da Conte raggiungerebbe l’11 per cento

Lo scenario è stato evidenziato da Antonio Noto in un'intervista al quotidiano La Stampa, sulla base di una serie di sondaggi svolti dal suo istituto demoscopico

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Dopo che il presidente della Camera, Roberto Fico, ha allontanato la possibilità di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio in un possibile governo giallorosso, torna a farsi largo l’ipotesi di un Conte-bis per uscire dalla crisi di governo. Possibilità avanzata anche da alcuni esponenti di Forza Italia, come Gianfranco Rotondi, nel caso in cui in una nuova maggioranza entrasse a far parte anche Forza Italia in un riproporsi della cosiddetta “coalizione Urusla”, chiamata così per via dei partiti che in Europa hanno votato a favore dell’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Layen.
Sulla figura del premier uscente, inoltre, si ragiona anche in prospettiva di nuovi scenari come quello del ritorno alle urne. Come riporta il quotidiano “La Stampa”, infatti, l’istituto demoscopico Noto ha realizzato una serie di sondaggi che hanno evidenziato quale sarebbe il “peso politico” di Conte se decidesse di candidarsi.

Quanto raccoglierebbe un nuovo partito
Nel caso in cui si procedesse alla formazione di un nuovo partito guidato dal premier, il nuovo soggetto politico riuscirebbe a raggiungere l’11 per cento delle preferenze: «Un ipotetico partito guidato dal premier dimissionario si attestava a luglio attorno all’11 per cento. Ma i partiti che non esistono, va detto, spesso raccolgono più consensi nei sondaggi che nelle urne, per le aspettative che l’elettorato vi ripone».

Conte leader M5S?
Tuttavia, nel caso in cui Conte decidesse di candidarsi come leader dei 5 Stelle si andrebbe incontro a uno scenario diverso. Questo perché «l’11 per cento è in alternativa al Movimento: quindi non significa che con la sua leadership quella cifra si aggiungerebbe al risultato dei 5 Stelle».
Come spiega Antonio Noto si andrebbe incontro a un «paradosso», in quanto «probabilmente il Pd guadagnerebbe di più nell’allearsi con un ipotetico partito di Conte che con il M5s, perché Conte piace al suo elettorato: nonostante sia stato presidente del Consiglio con Matteo Salvini, viene percepito comunque come un soggetto di centrosinistra, più affine ai dem rispetto a Di Maio».

Più consensi per Conte che per Salvini
Infine, bisogna tener presente che negli ultimi tempi l’ex premier ha visto crescere sempre più il consenso dei cittadini nei suoi confronti passando dal 39 per cento rilevato lo scorso aprile (quando Salvini era al 46 per cento), al 45 per cento del mese di agosto (periodo in cui le preferenze verso il leader della Lega sono scese al 41 per cento).