Cybersecurity, boom d’imprese anti-hacker  

(di Andreana d’Aquino)
 

Crescono anche in Italia le imprese ‘specialiste’ anti-hacker, aziende capaci nell’era digitale di contrastare i rischi per la sicurezza e la privacy. Secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio – tra la fine del 2017 e i primi tre mesi del 2019 – le imprese italiane che offrono servizi nel campo della sicurezza informatica o della cybersecurity sono aumentate di oltre il 300%, passando da poco meno di 700 a oltre 2.800 unità. Non solo nuove aziende ma, sottolinea l’analisi di Unioncamere-InfoCamere, “anche realtà esistenti che, negli ultimi 18 mesi, hanno fatto ingresso nel comparto rivedendo la descrizione della propria attività prevalente”.  

“A questo ‘balzo’ nel numero degli operatori ha fatto eco un aumento ancora più marcato – pari a quattro volte – nel numero degli addetti, passati nello stesso periodo da 5.600 a 23.300 unità, corrispondenti ad una media di 8 addetti per azienda al 31 marzo di quest’anno” spiegano gli analisti dello studio. Dal punto di vista delle performance finanziarie, spiega l’elaborazione Unioncamere-InfoCamere, analizzando i bilanci delle 562 imprese del comparto costituite nella forma di società di capitale e che hanno presentato il bilancio negli ultimi tre anni (il 38% del totale), nel 2017 il valore della produzione è stato di quasi 2 miliardi di euro, in crescita del 10,6% rispetto a quello realizzato dalle stesse imprese nel 2015. In media, ciò equivale ad un valore della produzione di circa 2,4 milioni di euro pro-capite per le aziende della cyber-security tricolore. Con il 42,5% del totale (835 milioni), è la Lombardia la regione leader per fatturato realizzato dalle imprese del comparto. Solo secondo il Lazio con 307 milioni, mentre la terza regione, molto distaccata, è l’Emilia –Romagna (233 milioni).  

La concentrazione più elevata di imprese italiane ‘custodi digitali’ nella lotta al cybercrime si registra nel Lazio, dove al 31 marzo scorso avevano sede 634 imprese (il 23% del totale). Dall’anali emerge ancora che sempre il Lazio si aggiudica la fetta più consistente della crescita assoluta di imprese
votate alla cybersicurezza negli ultimi tre anni: 468 imprese in più tra 2017 e marzo 2019, il 22% dell’intero saldo nazionale.  

A seguire in entrambe le classifiche c’è la Lombardia (con 492 imprese residenti alla fine di marzo e un aumento di 371 aziende dal 2017). Inoltre, Campania, Sicilia e Puglia si segnalano, a seguire, come le regioni più sensibili al tema della sicurezza informatica e del contrasto professionale al cyber-crime. Sono in Lombardia, Lazio e Trentino Alto Adige le imprese italiane che, sul fronte degli addetti, hanno creato più opportunità di lavoro nel settore della cybersecurity: con i loro 13.909 addetti, rappresentano il 60% di tutto il settore. In questa classifica, la Campania si colloca al quinto posto ed la prima tra le regioni del Mezzogiorno con 1.153 addetti e il 4,9% del totale. 

(Fonte: Adnkronos)

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