Da Paolucci a Rubin, passando per Gasparetto: le belle storie che la Reggina sa regalare…

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Guardare i propri compagni combattere e soffrire dalla panchina non è certamente il sogno di ogni calciatore. Vorresti dare il tuo contributo, schierarti in prima linea e dimostrare il tuo valore. Nel calcio, come in qualsiasi gioco di squadra, c’è però un allenatore, addetto alla gestione di un gruppo e pronto a fare le sue scelte. Si può non condividerle, ma bisogna rispettarle.

IL PROFESSIONISTA

Ed è qui che si vede il professionista. Da Lorenzo Paolucci a Matteo Rubin, passando per Daniele Gasparetto. Elementi che in questa stagione hanno trovato meno spazio di quanto avrebbero immaginato, ma che non si risparmiano certo in allenamento. “Il ruolo di chi gioca meno è più importante di chi scende in campo settimanalmente”. Fidatevi, non è retorica. Lo ha dimostrato Lorenzo Paolucci, che al netto dei suoi 23 anni ha dimostrato una maturità da calciatore navigato. Mai una parola in più, sempre sul pezzo. Entrato ad una manciata di minuti dal termine nella partita con la Viterbese, ha avuto il merito di procurarsi il rigore da cui è scaturita una vittoria pesantissima.

GIGANTE BUONO

Discorso simile per Daniele Gasparetto, che prima di Reggina-Bari aveva collezionato giusto qualche minuto da subentrato. L’ex difensore di Spal e Ternana si è fatto trovare pronto quando chiamato in causa, in un momento davvero particolare del campionato degli amaranto. E con il “gigante buono” in campo, Guarna ha chiuso tre gare su quattro senza subire alcuna rete.

E ALLA FINE VENNE IL GOL…

Matteo Rubin, invece, è piano piano scivolato nelle gerarchie. Non per demeriti, sia chiaro, ma perchè chi ha interpretato quel ruolo ha assolto al meglio il proprio compito. E Rubin ha accettato in silenzio, curando ogni minimo particolare in allenamento e lavorando con professionalità. Fino a ieri, quando mandato in campo dal 1′ ha sfoderato una prestazione importante che gli è valsa il premio USSI di Man of the Match e il primo gol in amaranto. Se quella 2019/20 è la Reggina dei record il merito è soprattutto di chi appare meno, ma spinge i propri compagni verso il traguardo.