Dazi Usa, arriva via libera Wto  

Gli Stati Uniti potranno imporre dazi annui per 7,5 miliardi di dollari sulle importazioni dell’Ue. Lo ha annunciato l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) chiudendo la controversia aperta dai sussidi europei – giudicati illegali – al costruttore aereo Airbus. Si tratta della contromisura più ‘pesante’ mai imposta dall’organizzazione in una querelle commerciale.

Washington – che ha chiesto al Wto un risarcimento pari a 11,2 miliardi di dollari – ha contestato la legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles e ora potrebbe colpire una serie di prodotti tecnologici (aerei e componentistica realizzati nei quattro Paesi del consorzio Airbus: Regno Unito, Francia, Germania e Spagna) ma anche prodotti alimentari e beni di lusso. Un comparto questo che tocca anche esportazioni italiane, sebbene il nostro Paese non faccia parte del consorzio. Alla mossa degli Usa, comunque, l’Unione europea – che a sua volta contesta i sussidi a Boeing – dovrebbe rispondere con propri dazi, anche se il Wto non ha ancora definito l’ammontare della eventuale compensazione. 

LA UE – L’Unione europea resta “pronta a trovare un accordo equo” sulla disputa che vede opposti da anni Usa e Ue sui sussidi concessi alla Boeing e alla Airbus, rispettivamente. “Ma se gli Usa decideranno di imporre contromisure autorizzate dalla Wto”, ciò “spingerà l’Ue in una situazione nella quale non avremo altra scelta che fare la stessa cosa” dice la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem, ricordando anche che “nel caso Boeing, che è parallelo, all’Ue nel giro di pochi mesi verrà ugualmente concesso il diritto di imporre contromisure nei confronti degli Usa, come risultato del persistente mancato adeguamento alle regole della Wto. Una lista preliminare di prodotti che può essere considerata per le contromisure è stata pubblicata in aprile. La reciproca imposizione di contromisure comunque – conclude – non farà altro che danneggiare le imprese e i cittadini su entrambe le sponde dell’Atlantico, provocando danni al commercio globale e all’industria aeronautica in un periodo delicato”.