Ddl antiviolenza, Sorrentino (Fp Cgil): «Obiettivo condivisibile ma da verificare»

Serve un confronto con il ministro Grillo per dare delle risposte ai lavoratori

M5S

«L’obiettivo è condivisibile ma gli strumenti sono da verificare». Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, commenta il disegno di legge presentato dal ministro della Salute, Giulia Grillo, e dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, approvato dal Consiglio dei ministri, sulla sicurezza degli operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.

«Nell’osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della Sanità annunciato dai ministri Grillo e Bonafede – prosegue – non si fa alcun riferimento alla presenza di rappresentanti del personale del Sistema sanitario. Riteniamo non corretto escludere chi rappresenta i lavoratori, quanto al codice penale occorrerà invece leggere le norme».

Quanto alle notizie che circolano sulla volontà di inviare l’esercito negli ospedali, osserva Sorrentino, «ribadiamo quanto sempre sostenuto: ci vuole sicurezza per gli operatori ma la vigilanza deve essere specializzata, formata e attenta alla tipologia di utenza con la quale interagisce. In questi anni abbiamo fatto tanti accordi che andavano nella direzione di garantire sicurezza agli operatori, dignità per gli utenti. La vera emergenza rimane l’occupazione e gli investimenti nelle strutture. Con più personale, meno attese, strutture sanitarie adeguate che hanno i mezzi migliori per prendersi cura dei cittadini si risolve il problema. Oggi il personale fa miracoli, supplisce a carenze strutturali con la propria professionalità. Il ministro grillo è un medico, quindi per deontologia ed esperienza sa che nella cura la priorità è l’appropriatezza, oltre che prevenzione e riabilitazione. Si inizi dal rifinanziamento del fondo sanitario nazionale e un piano triennale di assunzioni».
Infine, ricorda Sorrentino, «il ministro Grillo ad oggi non ha ancora risposto alla nostra richiesta di incontro. Noi siamo pronti a confrontarci, il personale sanitario ha bisogno di risposte concrete», conclude.

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