Ddl spazza-corrotti, Salvini ‘sbianchetta’ norma 

Nuovo terreno di scontro tra il M5S e la Lega sulla norma, contenuta nel cosiddetto ddl ‘spazza-corrotti’, sulla trasparenza delle donazioni destinate ai partiti politici, ai movimenti, alle fondazioni e alle associazioni ad essi riconducibili. Si tratta, nello specifico, della misura (cavallo di battaglia dei grillini già dai banchi dell’opposizione) che prevede la tracciabilità di tutti i finanziamenti ai partiti, entro 15 giorni dall’avvenuta donazione. 

“Magari ci sono dei problemi interni alla Lega – dice sibillino Luigi Di Maio in una lunga diretta su Fb tornando a chiedere, tra le altre cose, la riforma della prescrizione – non lo so e non mi interessa: ho visto che sono stati presentati addirittura emendamenti soppressivi alla trasparenza dei partiti e delle fondazioni che è nella legge ‘spazza-corrotti'”. Ed effettivamente, sfogliando il faldone degli emendamenti al ddl anti-corruzione spunta una proposta di modifica soppressiva dell’intero articolo 9 e firmata dai leghisti Iezzi, Bordonali, De Angelis, Giglio Vigna, Invernizzi, Maturi, Stefani, Tonelli, Vinci.  

Non solo. I medesimi deputati del Carroccio propongono anche un colpo di spugna dell’articolo 10, che prevede sanzioni per chi, appunto, non dichiara le donazioni destinate a partiti e fondazioni. Un modo, per la Lega, anche per mantenere vivo l’asse con Forza Italia, fortemente critica nei confronti del ddl Bonafede. 

A stretto giro dalla dichiarazione di Di Maio, parte il fuoco di fila del M5S. Tra gli altri, c’è lo stop dello stesso ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Sulla trasparenza nei partiti “non faremo alcun passo indietro, neanche di un millimetro”, assicura infatti il Guardasigilli. 

“La trasparenza viene prima di tutto – tuona Bonafede su Facebook – per questo abbiamo insistito per inserirla nel contratto di governo con riferimento in particolare ai partiti e alle loro fondazioni satellite. Norme che ora sono nero su bianco nella legge spazza-corrotti. Qualcuno però forse pensava scherzassimo, che fosse un vuoto annuncio come nelle migliori tradizioni della vecchia politica e quindi ecco spuntare emendamenti soppressivi laddove si dispone la pubblicazione obbligatoria di ogni contributo ricevuto dai partiti e il divieto di riceverne dall’estero”.  

“I cittadini hanno tutto il diritto di sapere chi finanzia i partiti, anche per avere più consapevolezza del proprio voto. È una norma che i cittadini chiedono da sempre e che col MoVimento 5 Stelle al governo può essere realizzata. Noi siamo stati i primi ad attuarla, senza bisogno di una legge. La vecchia norma già prevedeva massima trasparenza per associazioni, blog e altro, collegati a partiti. Ma se si vogliono aggiungere altre cose per noi va bene – conclude il ministro – vanno bene anche le bocciofile”. 

(Fonte: Adnkronos)