“De Vito barattava i suoi poteri a interessi privati”  

Marcello De Vito “agisce barattando il suo ruolo, operando in maniera tale da funzionalizzare i propri poteri agli interessi dei privati, mostrando una elevata capacità di incidere ed indirizzare gli atti espressione di uffici formalmente diversi dal proprio”. Lo scrive il Tribunale del Riesame nelle motivazioni con le quali ha confermato la detenzione in carcere per l’ex presidente del Consiglio comunale, arrestato lo scorso 20 marzo insieme con il suo socio, l’avvocato Camillo Mezzacapo, finiti in carcere nell’ambito di un filone dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma.  “Continua è dunque da parte di entrambi l’attività di mercificazione della pubblica funzione del De Vito con schemi che appaiono collaudati e sicuri” si legge.  

A questo proposito i giudici ricordano una conversazione dello scorso 4 febbraio, oggetto di intercettazione ambientale, nella quela Mezzacapo “sollecita De Vito ad approfittare del momento particolarmente favorevole dal punto di vista politico, per incrementare le occasioni di profitti illeciti (“noi, Marce’, dobbiamo sfruttarla sta cosa secondo me, cioè guarda, ci rimangono due anni…”).  

“Emerge chiaramente che De Vito e Mezzacapo intendono sfruttare appieno la situazione favorevole venutasi a creare con la nomina del primo a presidente del consiglio comunale e che con cupidigia l’avvocato paragona alla cometa di Halley, costituendo la contestuale presenza del M5S al governo del Paese e della città di Roma Capitale, una congiuntura non riproponibile e quindi un’occasione da non perdere assicurando un elevato margine di intervento nella gestione della cosa pubblica che permetta una massimizzazione di profitti illeciti”. 

(Fonte: Adnkronos)