De Vito, si scatenano le opposizioni: «L’inganno del M5S è finito»

I principali commenti politici sulla vicenda scoppiata all'interno del comune di Roma Capitale che ha coinvolto l'ormai ex esponente pentastellato

De Vito
Marcello De Vito (foto da Facebook)

L’arresto con l’accusa di corruzione di Marcello De Vito, uno dei principali esponenti del MoVimento 5 Stelle nel comune di Roma Capitale e presidente dell’assemblea capitolina, ha provocato numerose reazioni all’interno del mondo politico.
Nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ormai ex esponente del MoVimento (dopo l’epurazione avvenuta per mano del leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio), il gip di Roma, Maria Paola Tomaselli, parla di «sistematico mercimonio della funzione pubblica da parte di Marcello De Vito».

Le accuse del centrosinistra…
«L’inganno è finito», scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato del Partito democratico. «Al di là delle responsabilità personali, che vanno sempre accertate – sottolinea Nobili – il disastro del M5S a Roma è definitivamente compiuto: prima Marra poi Lanzalone, oggi De Vito. Gridando onestà, proclamando pulizia, hanno portato la corruzione ai vertici del Campidoglio».
Sempre via social, stavolta su Facebook, arriva il commento dell’ex segretario dem, Matteo Renzi: «Le persone serie sono garantiste, sempre. Non diventano giustizialiste con gli avversari, non regalano immunità agli alleati, non scoprono il garantismo solo per gli amici. Le persone serie scelgono in libertà senza nascondersi dietro al sacro blog o alla piattaforma.Le persone serie sanno che la giustizia è una cosa seria. E che fanno testo solo le sentenze dei tribunali, non il fango sul web. Questo è lo stile delle persone serie. Gli altri invece hanno un altro nome: si chiamano ipocriti. Buona giornata, amici».
E mentre iniziano ad arrivare richieste di dimissioni per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, c’è chi come Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, che ricorda ai 5 Stelle il principio della presunzione di innocenza: «Oggi ricordiamo al M5S l’articolo 27 della Costituzione che recita: L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Una regola di civiltà giuridica che vale per tutti. Anche per Marcello De Vito, presidente M5S del consiglio comunale di Roma. Chi usa i tribunali delle piazze, le condanne sommarie sui social, prima o poi se ne pente».

…e quelle del centrodestra
Una delle prime a commentare la vicenda dell’arresto di Marcello De Vito è stata la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha attaccato i 5 Stelle sull’onestà: «È molto presto per dare un giudizio perché su queste cose deve lavorare la magistratura. Chiaramente colpisce il fatto che a essere coinvolto nella vicenda sia il presidente del Consiglio comunale di Roma del Movimento Cinque Stelle perché l’onestà è la grande dote di cui si vantavano i grillini. Ci hanno sempre detto che con loro non bisogna prendersela perché sono onesti, anche se spesso non sono capaci, non studiano, non sanno di cosa parlano e non sono competenti. Se anche l’onestà dovesse venire meno rimarrebbero veramente solo gli spettacoli di Beppe Grillo».
«Le accuse della magistratura al presidente del Consiglio comunale di Roma, il grillino De Vito, sono gravissime – commenta Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato –  Per lui, come per tutti, vale ovviamente la presunzione di innocenza. Questa è la stella polare dei garantisti, e noi lo siamo sempre. Ma è il disastro politico-amministrativo della giunta Raggi, molto più che le inchieste giudiziarie, a farci dire che è arrivato il momento di voltare pagina con le dimissioni della sindaca e con lo scioglimento del consiglio comunale».
Infine, c’è chi sceglie l’ironia per commentare l’accaduto come fa il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: «Nessuno faccia speculazioni. Siamo garantisti ed anzi siamo entusiasti della gestione grillina di Roma. Scomparsa la spazzatura, risanate le buche, garantita l’onestà-onestà, come mai era successo prima. De Vito è certamente vittima dell’ennesima aggressione giudiziaria alla politica. Marra, primo e grande collaboratore della Raggi, ha subito ingiuste e gravi condanne che nei successivi gradi di giudizio saranno cancellate». E aggiunge: «Ci siamo dimenticati dei versamenti a scopo assicurativo a beneficio della Raggi, ma l’entità delle cifre era limitata e quindi non vedo cosa si debba obiettare. Con i grillini in Campidoglio abbiamo trasparenza, efficienza, saggezza. Fare uno stadio, poi in fondo, è quello che il popolo reclama. Si evitino speculazioni anche sul caso Lanzalone, l’ottimo manager che fu segnalato alla Raggi dai ministri Fraccaro e Bonafede, la cui esperienza e la cui capacità sono note a tutti e non si possono contestare. Ribadiamo: giù le mani “dar valoroso popolo grillino”. Raggi forever! E non si dica che la buttiamo sull’ironia. È tutto verissimo».