Decreto dignità, Di Maio: «Produce quanto previsto. Più lavoro e occupati»

In un'intervista a La Repubblica, il vicepremier affronta i temi dell'attualità politica, dall'occupazione al taglio delle tasse fino ai casi Autostrade, Alitalia, Tav ed Ex Ilva

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Dagli effetti del decreto dignità sull’occupazione, ai temi caldi dell’attualità come la revoca ad Autostrade, Alitalia, la Tav e l’Ex Ilva. Sono questi gli argomenti principali dell’intervista che il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha rilasciato a La Repubblica. Il vicepremier allontana l’idea di un incontro fra lui, Alessandro Di Battista e il presidente della Camera, Roberto Fico, come proposto da quest’ultimo per far tornare a dialogare le varie anime del MoVimento. Queste sono liturgie da vecchia politica – spiega Di Maio – serve che la gente lavori».

Decreto dignità
E a proposito di lavoro il vicepremier ricorda gli effetti del decreto dignità sull’occupazione, dopo i dati di maggio diffusi dall’Istat: «È sicuramente il caso di dire le cose come stanno, ovvero che il decreto Dignità sta producendo gli effetti previsti. Più lavoro e più occupati a tempo indeterminato: 200 mila trasformazioni dal tempo determinato nei primi 4 mesi del 2019». Di Maio si toglie anche qualche “sassolino” e poi rilancia la proposta sul salario minimo: «Mi e ci hanno attaccato in ogni modo, hanno scritto di tutto, e invece avevamo ragione noi. Sul lavoro andiamo avanti, è la vera priorità di questo Paese. Il prossimo passo sarà una legge sul salario minimo, proprio per riportare l’Italia sugli standard europei. L’Inps ha certificato che ci sono 4,3 milioni di persone che prendono meno di 9 euro l’ora lordi in Italia. In un Paese civile e democratico non puoi lavorare 12 ore al giorno e prendere 600-700 euro al mese. Quello non è lavoro, è schiavitù».

Autostrade
Nell’intervista si affrontano anche alcuni argomenti su cui negli ultimi giorni, e non solo, si discute molto, a cominciare dalla revoca della concessione ad Aspi, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Di Maio spiega che «i tecnici delle Infrastrutture nella loro relazione hanno evidenziato i presupposti per procedere alla risoluzione unilaterale, la revoca a questo punto è doverosa». Inoltre, aggiunge, «ci stiamo muovendo nel solco della legge e dei contratti in essere. Non mi diverto a revocare la concessione. Ma se per anni hai fatto profitto alle nostre spalle, se dovevi occuparti della manutenzione e non l’hai fatto e se poi succede una tragedia come è accaduto a Genova, il governo non può restare in silenzio».

Tav ed Ex Ilva
Il vicepremier analizza anche la situazione sulla Tav. Il progetto, appoggiato dalla Lega è da tempo osteggiato dai 5 Stelle: «Sulla Tav la nostra posizione è nota, sono 20 anni che ci dicono che è urgente. Ora il dossier è in mano a Conte. Vogliamo parlare di infrastrutture? Pensiamo al Mezzogiorno allora. Portiamo l’alta velocità al Sud, dove a volte impieghi ore per andare da un Comune all’altro. Facciamo le cose con la testa».  E sulle critiche verso il governo per le opere bloccate aggiunge ricordando che a firmare lo sblocca cantieri è stato il MoVimento 5 Stelle.
Sulla vicenda dell’Ilva, Di Maio spiega: «Tutti vogliamo trovare una soluzione, salvaguardare l’indotto e il rispetto dell’ambiente non si escludono a vicenda. Se però la risposta è il ricatto, non va bene. Siamo aperti al dialogo, mi auguro lo sia anche Mittal».

Alitalia e flat tax
Quando si parla della compagnia di bandiera italiana ecco arrivare un piccolo affondo verso gli alleati di governo: «Su Alitalia c’è un lavoro in corso e sono fiducioso, l’azienda deve ripartire, ma non dimentichiamoci chi è stato a buttarla giù. Io sto riparando i disastri del governo Berlusconi-Lega del 2008, lo sanno anche i sassi». E sulla Lega e un provvedimento su cui Salvini crede molto, come la flat tax, Di Maio ricorda l’importanza di abbassare le tasse, ma vorrebbe conoscere le coperture per il provvedimento: «La proposta è della Lega, non vogliamo fare invasioni di campo, siamo rispettosi del contratto».

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