Decreto dignità, l’Agcom: «Danno per il sistema calcio di 100 milioni»

Stop alle pubblicità e stop alle sponsorizzazioni per giochi e scommesse. Il divieto è entrato in vigore da pochi giorni: il gap con l'Inghilterra aumenterà

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Stop alle pubblicità e stop alle sponsorizzazioni per giochi e scommesse. Il divieto è entrato in vigore da pochi giorni: lo impone il Decreto Dignità. L’Agcom, quindi, ha inviato al governo un documento dettagliato dove vengono messe in luce le potenziali perdite per il sistema calcio e di riflesso per il mondo delle tv, dei giornali e della radio. I club italiani, secondo l’Authority, faranno i conti con un buco di 100 milioni. L’Agicom ha chiesto al governo un riordino legislativo, partendo dal presupposto che le nuove regole non bastano per risolvere il problema della ludopatia.     

Il documento
«Se si guarda al panorama europeo, il mercato delle sponsorizzazioni nel calcio e nello sport ha raggiunto nel 2018 il valore di oltre venti miliardi di euro: i ricavi da sponsorizzazione derivanti dalle società di betting rappresentano una importante fonte di guadagno per i club delle massime divisioni delle principali cinque Leghe Europee. La perdita in termini di ricavi per il solo sistema calcio (italiano) a seguito dell’entrata in vigore del divieto in esame si stima in circa 100 milioni di euro l’anno con la conseguente sostanziale penalizzazione in termini di competitività nei confronti delle altre Leghe europee. All’impatto cd. diretto dovrebbe poi aggiungersi un effetto indiretto in termini di ripercussioni occupazionali su tutta la filiera che ne uscirebbe assolutamente indebolita rispetto a quelle straniere», si legge nel documento dell’Agcom.   

L’esempio inglese
Sulle maglie dei club italiani, dunque, non potranno apparire i nomi di società che si occupano di scommesse. Una decisione che allontana ancora di più i ricavi della Serie A dalla Premier League, che è oggettivamente il campionato economicamente più forte e strutturato d’Europa. Il motivo? In Inghilterra il ricavo dagli sponsor del betting fanno incassare alle società quasi 350 milioni di sterline (in aumento del 10 per cento rispetto all’anno scorso). Nella prossima stagione 10 squadre su 20 della Premier League avranno una pubblicità sulla maglia che arriva dal mondo delle scommesse. Se si calcola anche la Championship (la Serie B) si arriva a 27 squadre su 44. Insomma, il peso dell’industria del gioco recita un ruolo predominante in Inghilterra. In altre parole, il gap a livello di incassi è destinato ad aumentare tra le società calcistiche italiane e inglesi. In prospettiva di oltre mezzo milardo di euro.

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