Decreto dignità, le novità punto per punto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento che introduce una serie di cambiamenti in materia di contratti a termine, fisco, delocalizzazione e gioco d'azzardo

M5S

«Sono particolarmente lieto come presidente di questo governo del fatto che il primo decreto che caratterizza il nostro indirizzo politico in materia sociale sia dedicato al recupero della dignità dei lavoratori, degli imprenditori e dei cittadini tutti». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in occasione della conferenza stampa di presentazione del cosiddetto “decreto dignità” approvato il 2 luglio dal Consiglio dei Ministri.

“Waterloo del precariato”
Dodici articoli per quattro temi principali: lotta alla precarietà, lotta alla burocrazia, lotta al gioco d’azzardo e lotta alle delocalizzazioni. Il decreto – ha detto il ministro del Lavoro Luigi Di Maio – si basa su «tre concetti: diamo un colpo mortale al precariato, licenziando il Jobs Act; diamo un colpo mortale alla parte più insidiosa della burocrazia, per cui ci diranno che vogliamo favorire gli evasori quando vogliamo favorire i cittadini onesti; siamo il primo Paese in Ue che dice stop al gioco d’azzardo e diciamo no alle multinazionali che vengono qui, prendono soldi e delocalizzano».
«Combattere il precariato» è il filo conduttore del provvedimento, perché «Siamo persone e non oggetti», recita una slide di presentazione del provvedimento. «Per troppo tempo ci sono state imprese che hanno considerato i lavoratori come oggetti, da usare e poi buttare quando non facevano più comodo, abusando ripetutamente dei contratti a termine e lasciando le famiglie nell’insicurezza sul loro futuro. Il lavoro precario influisce direttamente e negativamente non solo sulla vita privata delle persone, ma anche sull’economia del Paese».

Contratti a termine, cosa cambia
La durata massima dei contratti a tempo determinato passa da 36 a 24 mesi e viene reintrodotto l’obbligo di indicare la causale (non per i lavoratori stagionali) se il contratto a tempo supera i 12 mesi. Significa che per i contratti più lunghi il datore di lavoro dovrà giustificare l’assunzione di un lavoratore a tempo determinato, specificando per esempio se c’è stato un aumento imprevisto e temporaneo della produzione oppure se ha la necessità di sostituire altri dipendenti assenti. Il contratto può essere rinnovato per un massimo di 4 volte e non più di 5, per ogni rinnovo poi il datore di lavoro pagherà un contributo aggiuntivo dello 0,5 per cento. Il decreto alza anche il costo del licenziamento senza giusta causa portando l’indennità  da 24 a 36 mesi.

Pacchetto fisco
Il decreto prevede la revisione del redditometro e modifiche sullo spesometro per il quale si profila un rinvio della scadenza per l’invio dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, insieme quindi all’invio dei dati del quarto trimestre. Prevista anche l’abolizione dello split payment, ossia il meccanismo con cui la pubblica amministrazione versa l’Iva direttamente allo Stato e non al fornitore che ha emesso fattura.

Penalizzazioni per chi delocalizza
Le aziende che hanno ricevuto aiuti dallo Stato e delocalizzano prima che siano passati 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati riceveranno sanzioni corrispondenti da 2 a 4 volte i benefici ricevuti, con un interesse maggiorato fino a 5 punti percentuali. A tutela dell’occupazione, è prevista anche la decadenza dei benefici ricevuti per le imprese che utilizzano agevolazioni che prevedono una valutazione di impatto occupazionale: non possono ridurre l’organico per cinque anni dalla conclusione dell’iniziativa incentivata.

Stop alla pubblicità sul gioco d’azzardo
Il decreto  prevede il divieto di «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet». I contratti in essere rimarranno validi ancora per un anno, fino al 30 giugno 2019. Dal 1° gennaio 2019 poi  il divieto verrà applicato «anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale». Sono escluse dal divieto di pubblicità  le lotterie a estrazione differita, come la Lotteria Italia.
Dopo la firma del Presidente della Repubblica, il decreto dovrà passare al vaglio di Camera e Senato che avranno 60 giorni per l’approvazione definitiva.

 

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